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PROFESSIONI

Commercialisti contro l’estensione ai consulenti del deposito dei bilanci

Fa discutere la norma inserita nel Ddl. concorrenza. De Nuccio: «Previsione inaccettabile». Ma per i consulenti del lavoro non c’è invasione di campo

/ Savino GALLO

Sabato, 26 settembre 2026

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Continua a far discutere la norma inserita nel disegno di legge per il mercato e la concorrenza, approvato lo scorso 23 luglio dal Consiglio dei Ministri, che estende anche ai consulenti del lavoro la possibilità di depositare i bilanci presso il Registro delle imprese. Sul tema, negli ultimi giorni, si sono espressi alcuni Deputati del Movimento 5 Stelle componenti della Commissione Lavoro della Camera (Dario Carotenuto, Davide Aiello, Valentina Barzotti e Riccardo Tucci) e la Senatrice del Pd Susanna Camusso, a cui si è aggiunto, ieri, il Presidente dei commercialisti, Elbano de Nuccio.

Se però gli esponenti dei due partiti di opposizione hanno posto l’accento sul presunto conflitto d’interessi della Ministra del Lavoro Marina Calderone, che per 17 anni ha guidato la categoria dei consulenti del lavoro, il numero uno del CNDCEC sposta il focus sul tema delle competenze. “La previsione di estendere ai consulenti del lavoro la possibilità di effettuare il deposito dei bilanci presso il Registro delle imprese – ha spiegato de Nuccio all’Ansa – è inaccettabile; non siamo di fronte a una rivendicazione corporativa, né a una disputa tra professioni. Il tema è molto più semplice: le competenze professionali esistono perché determinate attività richiedono preparazione tecnica, responsabilità e percorsi formativi coerenti con la funzione esercitata”.

Ai sensi dell’art. 31 comma 2-quater della L. 24 novembre 2000 n. 340, il deposito dei bilanci può essere effettuato mediante trasmissione telematica o su supporto informatico, da parte degli iscritti alle sezioni A e B dell’albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili, muniti di firma digitale, incaricati dai legali rappresentanti della società. Il successivo comma 2-quinques stabilisce che i medesimi professioni che hanno provveduto alla trasmissione dei bilanci devono attestarne la conformità agli originali depositati presso la società.

A oggi, dunque, si tratta di una competenza esclusiva dei commercialisti e, secondo de Nuccio, “non è un caso” che sia così: “Un bilancio – ha aggiunto – non è un file da caricare su una piattaforma. È l’atto conclusivo di un processo che rappresenta la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’impresa e vive all’interno di un sistema di norme civilistiche, principi contabili, fiscalità societaria e pubblicità legale. Estendere attività tanto delicate a realtà professionali che hanno differenti competenze non attinenti a questa materia è una scelta incomprensibile e irrazionale”.

Dopo le dichiarazioni di de Nuccio, è arrivata la replica dei consulenti del lavoro, firmata dai Presidenti degli Ordini provinciali riuniti in assemblea a margine della Convention nazionale di Reggio Calabria. “Non siamo di fronte ad alcuna invasione di campo né al tentativo di appropriarci di competenze altrui – scrivono in una nota stampa –. Piuttosto, sarebbe colmato un vulnus dell’ordinamento e riallineata la disciplina del deposito dei bilanci alla realtà delle attività che i consulenti del lavoro sono già pienamente abilitati a svolgere. Il deposito presso il Registro delle imprese costituisce, infatti, un adempimento successivo alla formazione e all’approvazione del bilancio e non attribuisce alcuna esclusiva sulla sua redazione o certificazione”.

Nel comunicato si ricorda che i consulenti non hanno competenze solo in materia di diritto del lavoro, ma già oggi assistono le imprese negli adempimenti tributari e sono abilitati all’esercizio delle funzioni nelle procedure di regolazione della crisi e dell’insolvenza. “È dunque singolare – concludono – sostenere che un professionista al quale la legge consente di tenere la contabilità, verificare dati contabili, apporre visti, assistere il contribuente e gestire delicate procedure di crisi non possa trasmettere telematicamente un bilancio regolarmente approvato dagli organi societari”.

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