«Duello» tra Agenzia e Garante della privacy sui dati in Anagrafe tributaria
Il Garante Privacy non abbassa la guardia sul rischio di attività hacker sui dati fiscali dei cittadini che compilano on line la loro dichiarazione dei redditi. Secondo quanto rilevato dai tecnici dell’autorità, l’Anagrafe tributaria presenta infatti “rilevanti criticità” nelle “misure di sicurezza” e nella “qualità dei dati utilizzati per la selezione dei contribuenti ai fini dell’accertamento sintetico”. In altre parole, sarebbe non abbastanza difficile riuscire ad accedere abusivamente ai dati, non solo patrimoniali, delle dichiarazioni fiscali. Dati sensibili che nessuno vorrebbe sapere nelle mani sbagliate. Il Garante ha segnalato le criticità in due lettere, una alla Direttrice dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi e l’altra al Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.
Dopo l’allarme del Garante, l’Agenzia delle Entrate e la Commissione di Vigilanza sull’Anagrafe tributaria, con un comunicato congiunto, hanno precisato che “alcune criticità sono già state risolte attraverso l’adozione di misure correttive introdotte seguendo una valutazione di priorità”. Ad esempio, spiegano dall’Entrate, “da quest’anno per accedere alla dichiarazione precompilata sarà necessario inserire sia la password che il PIN; pertanto i dati personali del contribuente relativi alla precompilata stessa (compresi quelli sanitari) saranno visualizzabili solo con la cosiddetta procedura di sicurezza rafforzata”.
La replica evidentemente non è bastata al Garante che, dopo poche ore, ha diffuso un comunicato definendo “sorprendenti” le “dichiarazioni secondo le quali” le criticità “sarebbero già state risolte dall’Agenzia attraverso l’adozione di misure correttive”. Il Garante conferma il proseguimento di “un’istruttoria complessa e che richiederà approfondimenti ulteriori”, riconoscendo da parte dell’Agenzia la “volontà di provvedere alla rimozione” delle criticità. “La tematica della sicurezza dei sistemi e delle informazioni che custodiscono vale per qualsiasi banca dati del Paese – afferma il Garante –, a fortiori ancor di più per l’Anagrafe che rappresenta indubbiamente la più grande banca dati pubblica del Paese. Per questo, l’Autorità continuerà a lavorare affinché vengano garantiti i massimi livelli di sicurezza per impedire che possa essere violato anche un solo dato di un qualunque cittadino”.
“Ha fatto bene il Garante a segnalare le criticità, ma è chiaro che è nostra intenzione intervenire. Nostro obiettivo è garantire la massima sicurezza di dati così sensibili”, ha poi detto il presidente della Commissione di Vigilanza sull’Anagrafe tributaria Giacomo Portas, assicurando “il presidio della sicurezza dei dati e la tutela della loro riservatezza” nonché di “coinvolgere sempre di più il Garante per la protezione dei dati personali”.
Vietate le riproduzioni ed estrazioni ai sensi dell’art. 70-quater della L. 633/1941