X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Sabato, 26 settembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

IMPRESA

Sequestro al netto dei «costi vivi» per appalti illeciti nella gestione dei rifiuti

Per il calcolo del profitto non si possono usare presunzioni derivanti da accordi con l’Agenzia delle Entrate

/ Maria Francesca ARTUSI

Martedì, 29 maggio 2018

x
STAMPA

download PDF download PDF

Nell’ambito di un reato di truffa rilevante per la responsabilità degli enti ex DLgs. 231/2001, il profitto è costituito dal vantaggio economico di diretta e immediata derivazione causale dal delitto ed è concretamente determinato al netto dell’effettiva utilità eventualmente conseguita dal danneggiato, nell’ambito del rapporto contrattuale che si è illecitamente instaurato.

Tale principio, già enunciato dalle Sezioni Unite nella nota sentenza n. 26654/2008, trae origine dalla distinzione tra “reati-contratto” e “reati in contratto”, intendendo per tali, rispettivamente, il caso in cui il negozio giuridico risulti integralmente illecito (ad esempio, società che operano nel traffico di stupefacenti) e il caso in cui, invece, il comportamento penalmente

...

CONTENUTO RISERVATO AGLI ABBONATI

ABBONANDOTI POTRAI AVERE UN ACCESSO
ILLIMITATO A TUTTI GLI ARTICOLI

ACCESSO ABBONATI

Recupera Password

Non sei ancora un utente abbonato
e vuoi saperne di più?

TORNA SU