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Mercoledì, 5 agosto 2020 - Aggiornato alle 6.00

IL CASO DEL GIORNO

Accertamento esecutivo a mezzo posta a rischio vizio di notifica

/ Giorgio INFRANCA e Pietro SEMERARO

Venerdì, 27 settembre 2019

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Secondo una teoria ermeneutica avanzata da autorevole dottrina e di recente sposata anche da una certa giurisprudenza di merito, gli avvisi di accertamento emessi ai fini delle imposte dirette, IRAP e IVA non potrebbero essere notificati a mezzo posta raccomandata, ma andrebbero esclusivamente notificati mediante messo notificatore, in quanto atti impoesattivi c.d. “primari”.

Si ricorda che a seguito della riforma operata con il DL 78/2010, gli avvisi di accertamento hanno unificato in sé, oltre alla funzione esattiva, anche quella impositiva: è nata così la categoria dei c.d. atti impoesattivi.
La disciplina in parola è contenuta nell’art. 29, comma 1, lett. a) del DL 78/2010 che regola, al primo periodo, gli avvisi di accertamento emessi ai fini delle dirette, IRAP e IVA,

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