X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Domenica, 26 gennaio 2020

IL CASO DEL GIORNO

Accertamento esecutivo a mezzo posta a rischio vizio di notifica

/ Giorgio INFRANCA e Pietro SEMERARO

Venerdì, 27 settembre 2019

Secondo una teoria ermeneutica avanzata da autorevole dottrina e di recente sposata anche da una certa giurisprudenza di merito, gli avvisi di accertamento emessi ai fini delle imposte dirette, IRAP e IVA non potrebbero essere notificati a mezzo posta raccomandata, ma andrebbero esclusivamente notificati mediante messo notificatore, in quanto atti impoesattivi c.d. “primari”.

Si ricorda che a seguito della riforma operata con il DL 78/2010, gli avvisi di accertamento hanno unificato in sé, oltre alla funzione esattiva, anche quella impositiva: è nata così la categoria dei c.d. atti impoesattivi.
La disciplina in parola è contenuta nell’art. 29, comma 1, lett. a) del DL 78/2010 che regola, al primo periodo, gli avvisi di accertamento emessi ai fini delle dirette, IRAP e IVA,

...

CONTENUTO RISERVATO AGLI ABBONATI

ABBONANDOTI POTRAI AVERE UN ACCESSO
ILLIMITATO A TUTTI GLI ARTICOLI

ACCESSO ABBONATI

Recupera Password

Non sei ancora un utente abbonato
e vuoi saperne di più?

TORNA SU