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Giovedì, 20 febbraio 2020 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

Nessuno ha organizzato manifestazioni contro la norma sulle compensazioni

Giovedì, 16 gennaio 2020

Gentile Redazione,
dopo molti anni in cui a gennaio non lo facevo più, ho dovuto predisporre il pagamento delle ritenute e dei contributi degli impiegati e dell’IVA del mese di dicembre.
Sono socio di uno studio associato e, come tutti noi sappiamo, restando inciso della ritenuta d’acconto del 20% sui ricavi, a fine anno maturo un ingente credito IRPEF che fino all’anno scorso riattribuivo allo studio associato per il pagamento dei propri debiti fiscali.

Come ben noto, da quest’anno la libera compensazione è possibile sono nel limite di euro 5.000; per l’ulteriore credito si dovrà attendere la presentazione della dichiarazione dei redditi.
Sono abbastanza maturo per ricordare quando la dichiarazione dei redditi si presentava entro il 31 maggio in forma cartacea, dopo aver predisposto la dichiarazione, aver compilato la delega di versamento per il cliente, avergliela consegnata qualche giorno prima del 31 maggio in modo che potesse effettuare il pagamento e riportare copia della quietanza in studio per indicare nella dichiarazione i dati della quietanza stessa. Dopodiché il 31 maggio mattina si partiva carichi di plichi di dichiarazioni e si andava alla posta per la spedizione.

Oggi non è più così; per poter inviare la dichiarazione dei redditi si deve attendere il tracciato telematico fornito dall’Agenzia delle Entrate ed implementato dalle case di software.
L’anno scorso si è potuto inviare le dichiarazioni dei professionisti solo a settembre. E quest’anno come sarà?

Immagino che l’Agenzia delle Entrate abbia tutto l’interesse a non prodigarsi molto per la predisposizione del tracciato (a pensar male si fa peccato ma molte volte si indovina) e, quindi, fino ad agosto/settembre sarò costretto, come molti altri nella mia situazione, a mettere mano al portafoglio per pagare IVA e contributi, avendo comunque un importante credito fiscale. È forse un caso che per la presentazione della dichiarazione in forma cartacea (per casi assolutamente residuali) l’art. 2 del DPR 322/98 preveda sia un termine iniziale – 2 maggio – e un termine finale – 30 giugno – mentre per la presentazione in forma telematica preveda solo un termine finale?

E i nostri rappresentanti (CNDCEC e sindacati) in tutto questo cosa fanno? Hanno organizzato manifestazioni per contestare la norma sulle compensazioni? Hanno minacciato scioperi? Non mi pare.
Orbene, quando si tratta di approntare norme di carattere fiscale il Governo ci esclude completamente, quando c’e da arraffare soldini (vedi spending review della nostra Cassa di Previdenza o blocco delle compensazioni) si ricordano sempre di noi.
E i nostri sindacati proclamano lo sciopero per gli ISA. Ma fatemi il piacere...


Adriano Pietrobon
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Treviso

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