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Sabato, 19 settembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Bonus investimenti in beni strumentali e bonus Mezzogiorno cumulabili

Tale cumulo non deve determinare il superamento del costo sostenuto

/ Pamela ALBERTI

Giovedì, 17 settembre 2020

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Sono cumulabili, in relazione ai medesimi investimenti, il credito d’imposta per il Mezzogiorno di cui alla L. 208/2015 e il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali di cui alla L. 160/2019, a condizione che tale cumulo non porti al superamento del costo sostenuto per l’investimento. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 360 di ieri.

L’art. 1, commi da 98 a 108 della L. 28 dicembre 2015 n. 208 riconosce un credito di imposta a favore delle imprese che, a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2020, effettuano l’acquisizione, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di beni strumentali nuovi, vale a dire macchinari, impianti e attrezzature varie, facenti parte di un progetto di investimento iniziale e destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle Regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.

Con riferimento alla cumulabilità del credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno, ai sensi dell’art. 1 comma 102 della L. 208/2015, “il credito d’imposta è cumulabile con aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che abbiano ad oggetto i medesimi costi ammessi al beneficio, unicamente se tale cumulo non porta al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalle pertinenti discipline comunitarie di riferimento”. In passato la norma agevolativa prevedeva, invece, un divieto di cumulo, che continua a trovare applicazione con riferimento agli investimenti effettuati entro il 28 febbraio 2017 (circ. Agenzia delle Entrate n. 12/2017, § 4).

L’attuale disciplina del credito d’imposta Mezzogiorno prevede quindi la cumulabilità, a determinate condizione, di tale beneficio con altre misure agevolative che siano qualificabili come aiuti di Stato aventi a oggetto i medesimi costi, non escludendo espressamente la possibilità di cumulo con misure di carattere generale.

La circolare n. 34/2016 (§ 7), relativa al periodo in cui era in vigore il divieto di cumulo, ha, tra l’altro, espressamente previsto la possibilità di cumulare il credito Mezzogiorno con la maggiorazione del 40% del costo di acquisizione degli investimenti in beni materiali strumentali nuovi prevista dall’art. 1 commi 91-94 e 97 della L. 208/2015, vale a dire i super-ammortamenti. Misura, quest’ultima, che, come evidenziato dalla risposta n. 360 in commento, è analoga al credito di imposta per investimenti in beni strumentali previsto dall’art. 1 commi 184-197 della L. 160/2019.
Il comma 192 dell’art. 1 della L. 160/2019 prevede testualmente che “il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive, non porti al superamento del costo sostenuto”.

Il bonus investimenti in beni strumentali non ha natura di aiuto di Stato

Alla luce di quanto sopra, in merito alla cumulabilità del credito di imposta per investimenti nel Mezzogiorno e del credito di imposta per investimenti in beni strumentali, l’Agenzia delle Entrate ha quindi affermato che, in relazione ai medesimi investimenti, è possibile cumulare i due benefici, a condizione che tale cumulo non porti al superamento del costo sostenuto per l’investimento.

Si rileva altresì che, nonostante non venga affermato espressamente nella risposta n. 360, il nuovo credito d’imposta per investimenti in beni strumentali di cui all’art. 1 commi. 184-197 della L. 160/2019, analogamente ai precedenti super e iper-ammortamenti, trattandosi di una misura di carattere generale, non ha natura di aiuto di Stato (si veda anche “Il bonus investimenti in beni strumentali non è aiuto di Stato” del 27 marzo 2020).

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