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Martedì, 29 settembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Meno tasse per i ceti medi e oneri fiscali trasferiti «sulle cose»

Il Governo presenta le linee guida per accedere al Recovery Fund. Ampio spazio alla riforma fiscale, su cui il CNDCEC istituisce una commissione

/ Savino GALLO

Giovedì, 17 settembre 2020

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Digitalizzazione e innovazione; rivoluzione verde; infrastrutture per la mobilità; istruzione, formaizone, ricerca e cultura; equità sociale, di genere e territoriale; salute. Sono queste le sei missioni in cui è articolato il PNRR (Piano nazionale per la ripresa e resilienza) definito dal Governo per poter accedere al Recovery Fund e trasmesso nella serata di martedì a Camera e Senato.

Tali missioni, si legge nelle 38 pagine del documento, sono a loro volta “suddivise in cluster di progetti omogenei e funzionali a realizzare gli obiettivi economico-sociali definiti dalla strategia del Governo”. Si tratta di “obiettivi quantitativi di lungo termine”, che prevedono, tra l’altro, il raddoppio del tasso medio di crescita dell’economia italiana, dallo 0,8% dell’ultimo decennio all’1,6 (media Ue); l’aumento degli investimenti pubblici fino al 3% del Pil e delle spese per ricerca e sviluppo sopra il 2,1% della media europea (oggi la spesa italiana è pari all’1,3%); la crescita di 10 punti del tasso di occupazione, arrivando al 73,2% (media Ue) dall’attuale 63%; il miglioramento degli indicatori di benessere ed equità e la riduzione dei divari territoriali di reddito occupazione e dotazione infrastrutturale.

Dopo aver elencato i criteri di selezione dei progetti il documento si sofferma anche sulle politiche e le riforme di supporto al piano. Tra queste la riforma fiscale, finalizzata, si legge, “a ridurre le disparità tra cittadini e rendere più efficiente il sistema”. Due le principali linee d’azione del Governo: la riduzione del cuneo fiscale sul lavoro e la revisione complessiva della tassazione verso una maggiore equità.

In questo senso, l’intenzione è quella “trasferire l’onere fiscale ad altre voci e, in generale, dalle persone alle cose”. Si prevede una “riforma complessiva della tassazione diretta e indiretta”, con lo scopo di “disegnare un Fisco equo, semplice e trasparente per i cittadini, che riduca in particolare la pressione fiscale sui ceti medi e le famiglie con figli e acceleri la transizione del sistema economico verso una maggiore sostenibilità ambientale e sociale”.

Si punta, inoltre, anche a una “razionalizzazione” delle spese fiscali, rivedendo i sussidi ambientalmente dannosi (SAD). Parallelamente, si seguirà con attenzione il negoziato OCSE sulla tassazione delle multinazionali, in particolar modo quelle digitali. Il negoziato punta a definire un accordo entro la fine di quest’anno sulla modifica dei criteri di allocazione internazionale della base imponibile societaria, per ridurre le possibilità di profit shifting (la traslazione dei profitti) delle multinazionali e introdurre un livello minimo di tassazione effettiva.

Tutte le riforme in ambito fiscale dovrebbero essere discusse, almeno stando alle recenti promesse del Ministro Gualtieri, anche con i commercialisti, attraverso l’istituzione di un tavolo tecnico la cui prima riunione è stata già fissata per il 7 ottobre.

Proprio in considerazione di questa interlocuzione, fortemente richiesta dalla categoria, il Consiglio nazionale ha deciso di istituire una commissione deputata alla definizione di proposte su tutti i vari aspetti legati alla riforma del Fisco: dalla revisione dell’IRPEF, delle relative addizionali e dei regimi di tassazione sostitutiva all’abolizione dell’IRAP, passando per l’introduzione del criterio di “pura cassa” per la determinazione del reddito delle piccole attività produttive, la semplificazione degli adempimenti tributari e la razionalizzazione normativa.

La Commissione, che si è insediata ieri, sarà coordinata da Carlo Cottarelli, Direttore dell’Osservatorio conti pubblici italiani. Con lui, ci saranno Angelo Contrino, Professore ordinario presso il Dipartimento di Studi Giuridici dell’Università Bocconi, Giuseppe Corasaniti, Professore di diritto tributario all’Università di Brescia, Maurizio Leo, Professore ordinario di diritto tributario della Scuola Nazionale dell’Amministrazione, Pasquale Saggese, coordinatore area fiscalità della Fondazione nazionale commercialisti, ed Enrico Zanetti, commercialista ed ex Viceministro dell’Economia. Ai lavori parteciperanno anche Gilberto Gelosa e Maurizio Postal, Consiglieri del CNDCEC delegati alla fiscalità, e Tommaso di Nardo, coordinatore dell’area economico-statistica della FNC.

“La riforma fiscale – ha spiegato Massimo Miani, Presidente del CNDCEC – sarà nei prossimi mesi uno dei temi centrali del dibattito pubblico del nostro Paese, da cui dipenderà il futuro dell’economia e la vita delle famiglie e delle imprese italiane. Per le loro competenze i commercialisti non potranno che essere protagonisti di questo passaggio. Per questo motivo chiediamo da tempo con forza alla politica di essere ascoltati. Il punto di vista di chi quotidianamente si occupa di Fisco, al fianco di aziende e cittadini contribuenti, non può essere ignorato. La Commissione insediatasi oggi, composta da autorevoli esperti del settore, produrrà una proposta di riforma che sottoporremo al Governo e alla politica. Una proposta concepita nell’interesse nazionale e non certo in un’ottica corporativa”.

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