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Mercoledì, 21 ottobre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Contributi a enti bilaterali per interesse esclusivo del datore non imponibili

Sono imponibili se riferibili alla posizione di ogni dipendente o in presenza di un collegamento diretto tra versamento e posizione del lavoratore

/ REDAZIONE

Sabato, 26 settembre 2020

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Con la risoluzione n. 54 pubblicata ieri, l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti sul regime fiscale dei contributi versati all’ente bilaterale di categoria e delle prestazioni erogate dallo stesso ente.

L’Agenzia, richiamando le circolari nn. 326/1997 e 55/1999, ricorda che, in generale, i contributi versati all’ente bilaterale, dal datore di lavoro e dal lavoratore, concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente, in quanto non rientrano nell’ipotesi di esclusione dal reddito previste dall’art. 51 comma 2 lett. a) del TUIR, il quale prevede la non concorrenza al reddito di lavoro dipendente, tra l’altro, dei soli contributi assistenziali versati dal datore di lavoro o dal lavoratore in ottemperanza a disposizioni di legge.
Infatti, la norma non consente di escludere dalla formazione del reddito di lavoro dipendente i contributi aventi finalità assistenziale non obbligatori per legge (come il contributo versato per contratto all’ente bilaterale).

Tuttavia, il contributo versato all’ente da parte del datore di lavoro non è imponibile per il lavoratore nell’ipotesi in cui il contratto, l’accordo o il regolamento aziendale prevedano solo l’obbligo per il datore di fornire alcune prestazioni assistenziali e il datore di lavoro, obbligato a fornire tali prestazioni, scelga di garantirsi una copertura economica iscrivendosi a un ente o a una cassa. In questo caso, infatti, il pagamento dei contributi risponde a un interesse esclusivo del datore.

Inoltre, nella fattispecie in esame, il contributo trimestrale è a esclusivo carico delle società che applicano il CCNL di categoria, il quale viene determinato convenzionalmente moltiplicando il contributo di 21 euro per la “forza media” del trimestre di competenza. Per “forza media” del trimestre si intende il numero medio di unità lavorative presenti in azienda nel corso del trimestre immediatamente precedente al mese di versamento, tenuto conto di instaurazioni, cessazioni e/o sospensioni del rapporto di lavoro, compresi i lavoratori stagionali, a tempo determinato e a tempo parziale, calcolati in proporzione alla prestazione effettiva.

Pertanto, la società versa un contributo cumulativo e indifferenziato, che porta a escludere un collegamento diretto tra il contributo del datore di lavoro e ciascun singolo lavoratore.

Collegamento diretto escluso con contributo cumulativo e indifferenziato

Nel caso in esame, non è quindi possibile rilevare in tale contribuzione una componente reddituale nei confronti dei dipendenti; di conseguenza, tali contributi non costituiscono reddito per i lavoratori ai sensi dell’art. 51 comma 1 del TUIR.

Infine, con riguardo al trattamento fiscale delle prestazioni assistenziali erogate da un ente bilaterale, l’Agenzia conferma che le predette prestazioni risulteranno assoggettate a tassazione sempreché inquadrabili in una delle categorie reddituali previste dall’art. 6 del TUIR, comprese quelle che costituiscono erogazioni corrisposte in sostituzione di detti redditi.
Sul punto, non rileva la circostanza che i contributi versati dal datore di lavoro non siano stati assoggettati a tassazione quali redditi di lavoro dipendente.

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