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Lunedì, 23 novembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Sconto sul corrispettivo alla prova della compilazione del file di e-fattura

La circostanza che la norma ponga un tetto massimo di sconto applicabile implica la possibilità che il fornitore applichi uno sconto soltanto parziale

/ Enrico ZANETTI

Sabato, 21 novembre 2020

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L’opzione per lo sconto sul corrispettivo relativo a interventi agevolati da detrazioni “edilizie”, ai sensi della lett. a) dell’art. 121 comma 1 del DL 34/2020, implica che il fornitore, che ha effettuato gli interventi agevolati, applichi, nel documento con cui certifica e addebita le relative spese (tipicamente, la fattura), uno sconto “fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso”.

Ciò comporta che:
- con riguardo a tutte le agevolazioni la cui percentuale di detrazione non supera il 100%, l’ammontare dello sconto sul corrispettivo applicato in fattura corrisponde all’ammontare del credito di imposta che matura in capo al fornitore, a fronte dell’applicazione di quello sconto;
- con riguardo all’agevolazione del superbonus che è contraddistinta da una percentuale di detrazione pari al 110%, fatto 100 di sconto sul corrispettivo applicato in fattura, l’ammontare di credito di imposta che matura in capo al fornitore, a fronte dell’applicazione di quello sconto, è 110.

L’importo della detrazione spettante è calcolato tenendo conto delle spese complessivamente sostenute nel periodo d’imposta, comprensive dell’importo non corrisposto al fornitore per effetto dello sconto praticato. In presenza di diversi fornitori per il medesimo intervento, la detrazione spettante è commisurata all’importo complessivo delle spese sostenute nel periodo d’imposta nei confronti di ciascuno di essi (provv. Agenzia delle Entrate 8 agosto 2020 n. 283847, § 3).

L’importo dello sconto praticato dal fornitore non riduce l’imponibile ai fini dell’IVA ed è espressamente indicato nella fattura emessa a fronte degli interventi effettuati, quale sconto praticato in applicazione delle previsioni dell’art. 121 del DL 34/2020.
Ad esempio, per lavori di riqualificazione energetica pari a 50.000 euro con IVA del 10% (in quanto eseguiti nell’ambito di un intervento di ristrutturazione edilizia), che consentono di fruire della detrazione del 65%, la fattura deve indicare:
- l’imponibile di 50.000 euro;
- l’IVA del 10% pari a 5.000,00 euro;
- il totale fattura di 55.000 euro;
- lo sconto praticato ai sensi dell’art. 121 del DL 34/2020, pari a 35.750 euro (determinato calcolando la detrazione del 65% su 55.000 euro);
- netto da pagare di 19.250 euro.

Considerato che lo sconto sul corrispettivo ex art. 121 del DL 34/2020 non intacca l’imponibile IVA e la relativa imposta, per la compilazione del file xml della fattura elettronica Assosoftware suggerisce, nelle sue FAQ, di:
- inserire l’importo dello sconto applicato nel “tag 2.1.1.8.3 <Importo>”, riferito al “blocco 2.1.1.8 <ScontoMaggiorazione>”;
- riportare, nel “tag 2.2.1.16.2 <RiferimentoTesto>” del “blocco <AltriDatiGestionali>” corrispondente alla riga della prestazione, la descrizione “Sconto praticato in base all’articolo 121 del decreto-legge n. 34 del 2020”.

La circostanza che la norma ponga un tetto massimo di sconto applicabile implica la possibilità che il fornitore applichi uno sconto soltanto parziale, rispetto all’entità massima cui può arrivare (risposta a interpello Agenzia delle Entrate 9 settembre 2020 n. 325).
In questo caso, il beneficiario che sostiene la parte di spese non coperte dallo sconto sul corrispettivo rimane titolare della detrazione “edilizia” corrispondente a esse e può fruirne in dichiarazione a scomputo dell’imposta lorda sul reddito, oppure può esercitare relativamente ad essa l’altra opzione consentita dall’art. 121 del DL 34/2020, ossia quella della cessione a terzi (circ. Agenzia delle Entrate n. 24/2020, § 7).
Si pensi, ad esempio, a una spesa totale di 10.000 euro, relativa a un intervento che può beneficiare del superbonus al 110%, con riguardo alla quale il fornitore si rende disponibile a praticare uno sconto sul corrispettivo pari a 8.000 euro.
In questo caso:
- il fornitore matura un credito di imposta pari a 8.800 euro (= 8.000 euro x 110%);
- il committente paga i 2.000 euro non coperti dallo sconto in fattura e matura una detrazione di 2.200 euro (= 2.000 euro x 110%) che può scomputare dalla propria imposta lorda, oppure cedere a terzi.

Opzione per la cessione del credito solo per l’intero ammontare

La possibilità di una “opzione parziale”, tale per cui una parte del beneficio fiscale permane come detrazione in capo al beneficiario originario, costituisce una caratteristica peculiare della sola opzione per lo sconto sul corrispettivo, posto che, nel caso di opzione per la cessione del credito, quest’ultima può essere esercitata esclusivamente per l’intero ammontare della corrispondente detrazione.

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