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Lunedì, 23 novembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Cautele in tema di errori sull’IBAN per il contributo a fondo perduto

Chi ha avuto una istanza scartata in precedenza ha il rimedio dell’autotutela

/ Alfio CISSELLO

Sabato, 21 novembre 2020

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L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato ieri, 20 novembre 2020, il provvedimento n. 358844, che permette ai contribuenti l’invio delle istanze per il riconoscimento del contributo a fondo perduto di cui all’art. 1 del DL 137/2020 (DL Ristori) e all’art. 2 del DL 149/2020 (DL Ristori-bis).

Tale provvedimento riguarda i contribuenti aventi diritto che non avevano presentato l’istanza al precedente contributo previsto dal DL Rilancio (es. i soggetti con ricavi o compensi 2019 superiori a 5 milioni di euro).
In occasione di ciò, è stata anche pubblicata apposita Guida per i contribuenti.
Alla pagina 7, vi è un’interessante affermazione riguardo a potenziali errori nel codice IBAN.

Viena infatti sostenuto: “successivamente all’emissione del mandato di pagamento, nel caso di storni o scarti da parte della banca su cui il conto corrente è acceso, l’utente potrà indicare un nuovo Iban su cui ottenere il riaccredito della somma, utilizzando una specifica funzionalità nella propria area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate”.

Sembra che in questo modo si intenda evitare quanto accaduto in relazione al precedente contributo, in cui molti contribuenti si sono visti scartare l’istanza per errori riconducibili all’IBAN. Lo scarto, però, non scaturiva solo da un IBAN intestato a soggetto diverso dal contribuente, ma anche da codici IBAN i quali, benché funzionanti, “coesistevano” temporaneamente con altri IBAN in ragione ad esempio della soppressione di alcune filiali dell’istituto di credito. In alcune ipotesi, invece, il codice IBAN risultava a tutti gli effetti funzionante, e, nonostante ciò, si è verificato lo scarto presumibilmente per disguidi tecnici.

Relativamente alle situazioni pregresse, il chiarimento non sembra però applicarsi, visto che il provvedimento direttoriale riguarda solo il “nuovo” contributo a fondo perduto, disciplinato dal DL 137/2020 e dal DL 149/2020.

Una nuova funzione mitigherà il problema

Rammentiamo però che l’Agenzia delle Entrate, con la ris. 12 ottobre 2020 n. 65, ha specificato, senza indicare particolari termini, che possono ripresentare l’istanza di ammissione al contributo i contribuenti che per disfunzioni inerenti al codice IBAN indicato nel modello di istanza, hanno ricevuto una comunicazione di scarto dopo il 13 agosto (termine ultimo di presentazione dell’istanza) e, per questa ragione, non sono stati in grado di ripresentarla.

Dunque, per il passato l’errore sul codice IBAN, che ha già dato luogo a vari contenziosi derivanti dal ricorso contro la comunicazione di scarto, viene gestito mediante la presentazione di una richiesta di autotutela alla PEC della Direzione provinciale competente, almeno sino a nuovi chiarimenti.

Dovrebbe davvero essere irrilevante la circostanza che lo scarto sia o meno giunto dopo il 13 agosto. Nel momento in cui sussiste il diritto alla percezione del contributo, qualsiasi banale errore di IBAN in presenza di una tempestiva istanza non è di sicuro tale da comportarne il rigetto.

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