Sempre possibile rettificare le fatture con IVA addebitata per errore
Con la sentenza del 18 marzo 2021, relativa alla causa C-48/20, la Corte di Giustizia Ue si è pronunciata in merito alla compatibilità comunitaria della normativa polacca, la quale prevede che, a seguito dell’avvio di un procedimento di verifica fiscale, il soggetto passivo in buona fede non possa rettificare le fatture sulle quali abbia indebitamente applicato l’IVA.
L’art. 203 della direttiva 2006/112/Ce dispone che chiunque indichi l’IVA su una fattura è debitore dell’imposta ivi menzionata (così è anche in Italia ai sensi dell’art. 21 comma 7 del DPR 633/72).
A tale riguardo, la Corte ha precisato che l’IVA indicata in una fattura è dovuta dall’emittente di tale fattura, anche in assenza di una qualsiasi operazione imponibile reale (sentenza dell’8 maggio 2019, causa C-712/17).
Per quanto concerne, più particolarmente, il rimborso dell’IVA esposta in fattura per errore, la Corte ha dichiarato che la direttiva 2006/112/Ce non contiene alcuna disposizione relativa alla regolarizzazione, da parte di chi emette il documento e che, in tali condizioni, spetta in via di principio agli Stati membri determinare le condizioni in cui l’IVA indebitamente fatturata può essere regolarizzata (sentenza del 2 luglio 2020, causa C-835/18).
Nel caso di specie, sebbene il diritto polacco consenta, in linea di principio, la rettifica dell’imposta erroneamente esposta in fattura da un soggetto passivo in buona fede, tale procedimento non è applicabile quando nei confronti dell’interessato sia stato avviato un controllo fiscale.
La Corte di Giustizia interpreta l’art. 203 della richiamata direttiva affermando che il diritto polacco è, rispetto a esso, incompatibile per il fatto che non consente al soggetto passivo in buona fede di rettificare fatture sulle quali sia indebitamente esposta l’IVA, quando invece il destinatario di tali fatture avrebbe avuto diritto al rimborso di detta imposta se le operazioni oggetto di tali fatture fossero state debitamente dichiarate.
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