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Legittimo lo scioglimento di impresa familiare e comunione tra i coniugi seguito da conferimento

/ REDAZIONE

Venerdì, 19 marzo 2021

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Lo scioglimento dell’impresa familiare e della comunione tra i coniugi, seguito dal conferimento in società dell’azienda dell’ex impresa familiare, non costituisce abuso del diritto.
L’Agenzia delle Entrate ha fornito il chiarimento con la risposta a interpello n. 195, pubblicata ieri.

La fattispecie analizzata consta in:
- scioglimento dell’impresa familiare;
- mutamento del regime patrimoniale matrimoniale da comunione legale a regime di separazione ex art. 215 c.c., ai sensi dell’art. 191, comma 1 c.c.;
- conferimento dell’impresa individuale nella srl, procedendo all’aumento del capitale sociale e avvalendosi del regime di neutralità fiscale di cui all’art. 176, comma 1 del TUIR.

Sulla base delle dichiarazioni e delle affermazioni dell’istante nonché dell’analisi delle argomentazioni contenute nell’istanza di interpello, l’Agenzia ritiene che, ai fini delle imposte dirette, l’operazione di conferimento preceduta dallo scioglimento dell’impresa familiare e dal mutamento del regime di comunione tra i coniugi non comporti il conseguimento di alcun vantaggio fiscale “indebito”, costituito da “benefici, anche non immediati, realizzati in contrasto con le finalità delle norme fiscali o con i principi dell’ordinamento tributario”, risultando fisiologici rispetto all’obiettivo dichiarato dall’istante.

Ai fini delle imposte indirette, nella risposta si osserva poi che il conferimento di azienda è, ai sensi dell’art. 2, comma 3 del DPR 633/72, operazione esclusa da IVA. L’atto di conferimento dell’impresa individuale nella srl sarà soggetto a registrazione in termine fisso e assoggettato all’imposta in misura fissa di 200 euro ai sensi dell’art. 4 n. 3 della Tariffa, parte prima, allegata al TUR.


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