ANC: «Proposte di legge sull’equo compenso occasioni da sfruttare»
“È un’occasione che non possiamo sprecare, quella di ristabilire un principio di dignità che consenta ai colleghi di fornire prestazioni adeguate senza dover correre dietro ad una concorrenza al ribasso, che purtroppo le attuali condizioni economiche del Paese favoriscono”. Così il Presidente dell’ANC, Marco Cuchel, ha commentato la ripresa, in Commissione Giustizia della Camera, dell’esame dei contenuti dell’AC 301 (Meloni) e delle abbinate proposte AC 1979 (Mandelli) e AC 2192 (Morrone) sul tema dell’equo compenso.
Un appello simile era arrivato, proprio alla vigilia della ripresa dei lavori, anche dal Consiglio nazionale di categoria che, attraverso le parole del Presidente Miani e del Vicepresidente Luchetta, aveva sottolineato la necessità di estendere la disciplina dell’equo compenso, oggi applicabile solo nella contrattazione tra professionista e contraenti forti come banche e assicurazioni o tra professionista e Pubblica Amministrazione, anche a un qualsiasi accordo del professionista con un diverso committente (si veda “Equo compenso da estendere a qualsiasi accordo del professionista con un diverso committente” di ieri).
Parole condivise dall’Associazione nazionale commercialisti, secondo cui “non si tratta solamente di uniformarsi a quanto la Costituzione e il codice civile prevedono in materia di adeguatezza dei compensi”. Il tema, ha spiegato Cuchel, è anche quello di “offrire strumenti normativi solidi per contrastare la pratica, da parte dei cosiddetti contraenti forti, di aggirare le regole che ad oggi impongono solo a loro di rispettare il principio in parola”.
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