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Serve una proroga per la conservazione massiva delle e-fatture

/ REDAZIONE

Mercoledì, 9 giugno 2021

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Per la conservazione massiva delle fatture elettroniche relative al 2019, transitate tramite il Sistema di Interscambio, serve più tempo. La richiesta arriva dall’Associazione nazionale commercialisti, che ieri ha inviato una lettera al Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, elencando tutte le motivazioni che giustificherebbero la concessione di una proroga della scadenza, attualmente fissata a domani, giovedì 10 giugno.

È vero che l’Agenzia ha messo a disposizione una funzionalità che permette di portare in archiviazione anche le fatture emesse in date antecedenti alla sottoscrizione dell’accordo di servizio (si veda “Possibile la conservazione “massiva” delle fatture elettroniche ante adesione” del 5 giugno), ma tale funzionalità, scrive il Presidente Marco Cuchel, è stata attivata “solo lo scorso 4 giugno, praticamente a tre giorni lavorativi dalla scadenza, limitandone fortemente l’utilità”.

A ciò si aggiungono i “disservizi” che in questi giorni si registrano nel funzionamento del portale Fatture e Corrispettivi, con “blocchi e rallentamenti” rispetto ai quali l’associazione ha ricevuto “numerose segnalazioni”.

Nella missiva, il sindacato di categoria ha sottolineato anche “l’anomalia” relativa alla nuova funzionalità della conservazione massiva: “In molti casi – ha spiegato Cuchel – la nuova adesione al servizio, con contestuale revoca della precedente, non risulta operativa nell’immediato bensì il sistema segnala la possibilità di procedere con l’archiviazione dei documenti dal giorno successivo. Un disservizio indiscutibilmente grave se si considera la prossimità della scadenza”.
Professionisti e imprese “devono essere messi nelle condizioni di poter ottemperare all’obbligo”. Condizioni che, nel caso della conservazione massiva delle e-fatture del 2019, secondo l’associazione “sono decisamente venute meno”.

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