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Esente IVA con diritto alla detrazione la messa a disposizione di spazi per la campagna vaccinale

/ REDAZIONE

Giovedì, 19 agosto 2021

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Con la risposta a interpello n. 548 di ieri, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, tra le prestazioni di servizi “strettamente connesse” ai vaccini anti COVID-19 rientrano anche quelli consistenti nella concessione di aree allestite per lo svolgimento della campagna di vaccinazione.

Tali prestazioni, dunque, beneficiano dell’esenzione IVA, pur consentendo al prestatore l’esercizio del diritto alla detrazione dell’imposta assolta “a monte”.

Infatti, l’art. 1 comma 453 della L. 178/2020, in recepimento della direttiva 2020/2020/Ue, prevede l’esenzione IVA (rectius “aliquota zero”) per “le cessioni di vaccini contro il COVID-19, autorizzati dalla Commissione europea o dagli Stati membri, e le prestazioni di servizi strettamente connesse a tali vaccini”. L’agevolazione è prevista fino al 31 dicembre 2022 ed è volta a rendere più accessibili i costi di dette forniture.

Il caso oggetto dell’interpello riguarda un’impresa proprietaria di un polo fieristico, la quale ha concesso in uso a un’azienda ospedaliera una porzione delle proprie aree espositive per consentire la campagna vaccinale, garantendo anche l’allestimento degli spazi e alcuni servizi accessori compresi nel corrispettivo unico (es. allacciamenti elettrici e idrici, condizionamento, assistenza tecnica agli impianti, sorveglianza).

Secondo l’Agenzia, poiché tali prestazioni rispondono alle finalità della norma esentativa, in quanto indispensabili ad alleviare il costo della vaccinazione sugli Stati membri, risulta applicabile l’esenzione.
Si precisa che eventuali “servizi extra”, non compresi nel suddetto corrispettivo unitario, potranno beneficiare dell’agevolazione purché rispettino le finalità evidenziate.

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