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La mancata emissione della nota di credito preclude l’integrativa «a favore»

/ REDAZIONE

Mercoledì, 6 ottobre 2021

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Con la risposta a interpello n. 663 di ieri, l’Agenzia delle Entrate nega la possibilità di emendare l’errata fatturazione e di recuperare l’imposta versata in eccesso chiarendo il rapporto tra gli strumenti della nota di variazione in diminuzione, del c.d. rimborso anomalo e della dichiarazione integrativa “a favore” di cui agli artt. 26 comma 3 e 30-ter del DPR 633/72 e all’art. 8 comma 6-bis del DPR 322/98.

Nel caso rappresentato, una società di leasing, avendo emesso, nel corso di più anni, fatture errate per canoni periodici con IVA in misura ordinaria in luogo di IVA al 10% nei confronti del proprio cliente, ha provveduto a restituire a quest’ultimo il differenziale dell’aliquota applicata ai canoni scaduti e già certificati.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, in tale circostanza, il soggetto istante non può recuperare l’IVA applicata in eccesso. L’art. 26 comma 3 del DPR 633/72, infatti, deve ritenersi strumento principale per rimediare agli errori di fatturazione, pertanto laddove il soggetto passivo per “colpevole inerzia” non provveda tempestivamente a rettificare le irregolarità commesse mediante tale disposizione non può avvalersi dell’istituto previsto all’art. 30-ter del DPR 633/72 (cfr. risposte ad interpello dell’Agenzia delle Entrate n. 592/2020, n. 593/2020). Questo, può operare solamente nelle ipotesi in cui il soggetto passivo, per motivi a lui non imputabili, non sia legittimato ad emettere una nota di variazione in diminuzione (cfr. risposta ad interpello dell’Agenzia delle Entrate n. 190/2019).

In tale circostanza, risulta inoltre inammissibile il ricorso alla dichiarazione integrativa “a favore” di cui all’art. 8 comma 6-bis del DPR 322/98 se l’imposta a debito riportata nelle dichiarazioni annuali presentate sia conforme alle fatture emesse con riferimento alle quali, stante il decorso dell’anno, non è consentito emettere una nota di variazione a norma dell’art. 26 comma 3 del DPR 633/732 (cfr. risposte a interpello dell’Agenzia delle Entrate n. 55/2019 e n. 331/2019).

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