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Lunedì, 30 marzo 2020 - Aggiornato alle 6.00

PROFESSIONI

Dai sindacati proposte all’insegna dell’equità

Le associazioni presentano gli emendamenti al decreto «Cura Italia», chiedendo lo stesso trattamento riservato ad altre categorie produttive

/ REDAZIONE

Giovedì, 26 marzo 2020

Oltre al Consiglio nazionale di categoria, anche le associazioni sindacali dei commercialisti (ADC, AIDC, ANC, FIDDOC, SIC, UNAGRACO, UNGDCEC, UNICO) hanno presentato ieri, in forma congiunta, le proprie proposte di emendamento al decreto “Cura Italia”.

Con le modifiche contenute nel documento, inviato sia ai rappresentanti dell’Esecutivo che alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, ci si propone quale obiettivo prioritario “ripristinare equità di misura tra imprese e professionisti, minata dalla presenza nel decreto di numerose norme impropriamente dedicate a una sola delle categorie produttive”.

Le associazioni, infatti, ricordano che i professionisti “rappresentano una significativa parte dell’economia del Paese”, e mai come in questo momento, in cui alcune categorie si stanno adoperando per “garantire la continuazione del regolare funzionamento dello Stato”, è necessario prestare “attenzione” a questo comparto. Nello specifico, i sindacati fanno riferimento proprio alla figura del commercialista, sottoposto a “uno sforzo interpretativo, divulgativo e applicativo di norme di particolare complessità, cogenza ed urgenza, come quelle contenute nel decreto in esame”.

Per questo impegno, “non si chiedono particolari encomi” ma solo di ricevere lo stesso trattamento riservato ad altre categorie produttive. Ecco perché si chiede, innanzitutto, di prevedere l’erogazione del contributo di 600 euro anche ai lavoratori autonomi iscritti ad altre forme previdenziali quali le casse di previdenza private. Tale contributo potrebbe essere erogato, eventualmente, anche sotto forma di credito d’imposta.

Si propone, inoltre, la sospensione al 31 maggio 2020 anche dei termini di tutti gli adempimenti comunicativi e dichiarativi relativi alla precompilata 2020, compreso l’invio delle CU, e la disapplicazione generalizzata degli ISA per l’anno 2020.

Da sospendere i termini di tutti gli adempimenti per la precompilata 2020

Sempre per ragioni di equità, i sindacati chiedono di allargare a tutti gli operatori economici (inclusi enti non commerciali, enti del terzo settore e associazioni sportive) il credito d’imposta per i canoni di locazione a uso strumentale, eventualmente anche ridotto al 50% anziché il 60 attualmente previsto, in modo da poter allargare la platea a parità di copertura. Allo stesso tempo, l’assegno di integrazione al reddito “non dovrebbe essere superiore a quanto previsto rispetto all’importo del contributo per le imprese e i lavoratori autonomi”.

Altra norma che secondo le associazioni va modificata è quella che contempla un differimento dei termini di decadenza di 2 anni per il periodo d’imposta 2015, a fronte di una sospensione di due mesi e mezzo (8 marzo-31 maggio 2020) dell’attività degli enti preposti ai controlli fiscali. Una previsione che secondo i sindacati è “inopportuna, considerando il periodo di emergenza, oltre che evidentemente sproporzionata”.

Ulteriori proposte contenute nel documento riguardano la proroga dei termini previsti dal Codice della crisi d’impresa e l’istituzione di un tavolo di coordinamento con il MEF, finalizzato a consultare preventivamente CNDCEC e sindacati sulle norme di interesse per la categoria.

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