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Martedì, 2 giugno 2020 - Aggiornato alle 6.00

LAVORO & PREVIDENZA

Busta paga più pesante da maggio per una parte dell’industria alimentare

L’intesa fa ripartire i negoziati per il nuovo CCNL e potrebbe a breve essere recepita da tutte le associazioni imprenditoriali del settore

/ Alessandro MORI

Mercoledì, 13 maggio 2020

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In esito a un periodo durante il quale l’emergenza coronavirus ha sollecitato in modo particolare tutti gli operatori della filiera agroalimentare, l’accordo intervenuto il 6 maggio 2020 tra alcune (Ancit, AssoBirra e Unione Italiana Food) delle associazioni di categoria firmatarie del CCNL 5 febbraio 2016 e le OO.SS. dei lavoratori Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, rappresenta un importante momento di ripartenza delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo applicabile agli oltre 400 mila addetti dell’industria alimentare, scaduto in data 30 novembre 2019.
Da parte sindacale si auspica infatti che tale intesa possa rappresentare un punto di convergenza per l’intero comparto produttivo e che a breve possano decidere di aderire all’accordo anche tutte le altre associazioni di categoria firmatarie del CCNL scaduto, rappresentative di un comparto che comprende la produzione di carni e salumi, conserve, farine, dolci, alimenti zootecnici, acque, vini, alcolici, analcolici, olii e grassi, zucchero.

Nel merito, l’intesa riconosce ai dipendenti delle imprese aderenti alle associazioni firmatarie, a titolo di anticipo per il 2020 rispetto agli aumenti che verranno definiti con il prossimo CCNL, un incremento retributivo mensile, con decorrenza 1° dicembre 2019, nelle misure di seguito indicate: Liv. 1S, 35,98 euro; Liv. 1, 31,28 euro; Liv. 2, 25,81 euro; Liv. 3A, 22,68 euro; Liv. 3, 20,34 euro; Liv. 4, 18,77 euro; Liv. 5, 17,21 euro; Liv. 6, 15,64 euro; Vv. Pp Liv. 1, 25,81 euro; Vv. Pp Liv. 2, 20,33 euro. Per effetto di tali incrementi, il minimo retributivo mensile, con pari decorrenza, assume i seguenti valori: Liv. 1S, 2.372,01 euro; Liv. 1, 2.062,59 euro; Liv. 2, 1.701,67 euro; Liv. 3A, 1.495,40 euro; Liv. 3, 1.340,73 euro; Liv. 4, 1.237,57 euro; Liv. 5, 1.134,46 euro; Liv. 6, 1.031,33 euro; Vv. Pp Liv. 1, 1.701,67 euro; Vv. Pp Liv. 2, 1.340,72 euro.

Le parti hanno altresì previsto che la corresponsione degli arretrati relativi alle mensilità da dicembre 2019 fino al mese di maggio in corso venga ripartita come segue: 2 quote di incremento mensile arretrato con il cedolino paga del mese di maggio 2020, 3 quote con quello del mese di giugno 2020 e infine una quota con quello di agosto 2020.

In virtù di tale distribuzione, il trattamento retributivo minimo del mese di maggio sarà determinato, oltre che dal nuovo minimo retributivo, da una quota aggiuntiva di arretrato; quello del mese di giugno, oltre che dal nuovo minimo retributivo, da tre quote aggiuntive di arretrato; e infine quello del mese di agosto, oltre che dal nuovo minimo retributivo, da una quota aggiuntiva di arretrato.

Termine per l’avvio della contribuzione al fondo paritetico FASA prorogato

Inoltre, nel prorogare dal 31 dicembre 2019 al 31 dicembre 2020 il termine entro cui dovranno essere definite le modalità di costituzione e funzionamento del fondo paritetico FASA (Fondo Aiuti e Solidarietà Alimentare) previsto dall’allegato 34 del CCNL del 2016, le parti hanno anche prorogato dal 1° giugno 2020 al 1° gennaio 2021 il termine per l’avvio della contribuzione al Fondo stesso da parte dei lavoratori, nella misura di 2 euro al mese, come previsto dall’allegato 41 del contratto stesso.

Nell’attesa di verificare l’effettiva adesione all’accordo anche da parte delle altre associazioni di categoria firmatarie del CCNL 5 febbraio 2016, e il conseguente riavvio del negoziato per il suo rinnovo (interrottosi lo scorso 21 febbraio, in corrispondenza con l’inizio della diffusione del nostro Paese della pandemia da coronavirus), le rappresentanze sindacali hanno deciso di sospendere fino al 13 maggio le forme di protesta già pianificate (blocco degli straordinari e della flessibilità dell’orario).
Sicuramente una prospettiva importante per un comparto produttivo per il quale i dati Istat sulla produzione industriale diffusi ieri evidenziano un calo significativo nel confronto marzo 2020 contro marzo 2019 (-6,5%), seppure molto al di sotto del dato medio (-29,3%).

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