X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Lunedì, 23 novembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Deduzioni IRAP per ENC con sguardo alle tipicità di calcolo dell’imponibile

Il documento di CNDCEC e FNC esamina la disciplina: tenuto conto del metodo retributivo, non tutte le deduzioni possono essere utilizzate

/ Luca FORNERO

Sabato, 21 novembre 2020

x
STAMPA

download PDF download PDF

Il documento di ricerca della FNC e del CNDCEC, diffuso ieri, offre un excursus sulle deduzioni IRAP applicabili agli enti non commerciali, tema scarsamente approfondito in dottrina.
L’esame si è reso necessario innanzitutto perché, tenuto conto del c.d. metodo retributivo di calcolo dell’IRAP in capo a tali soggetti, non tutte le deduzioni previste dall’art. 11 del DLgs. 446/97 possono essere utilizzate.

Sotto tale profilo, l’esempio emblematico è rappresentato dalla deduzione dei contributi contro gli infortuni sul lavoro il cui obbligo è previsto dalla legge (tipicamente, i contributi INAIL).
Infatti, anche se, in linea di principio, la deducibilità compete a tutti i soggetti passivi IRAP (atteso che l’art. 11 comma 1 lett. a) n. 1) del DLgs. 446/97 non contiene limitazioni in questo senso), per i soggetti che determinano il valore della produzione con il metodo “retributivo” (oltre agli enti privati non commerciali, le Amministrazioni pubbliche), tali contributi non sono (ulteriormente) deducibili, in quanto sono già stati computati in diminuzione della base imponibile, posto che le retribuzioni sono assunte a tassazione ai fini dell’IRAP già al netto dei premi stessi (in senso conforme, cfr. C.M. n. 148/2000, § 2.2.3).

Il documento conferma poi che gli enti non commerciali possono fruire della deduzione per il personale addetto alla ricerca e sviluppo (l’art. 11 comma 1 lett. a) n. 5 del DLgs. 446/97) anche qualora, a latere dell’attività istituzionale, non venga esercitata alcuna attività commerciale.
A favore dell’impostazione seguita dal documento in esame depongono anche due interventi di prassi, vale a dire le risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate n. 138/2006 e n. 107/2008.

La prima riguarda un Consorzio nazionale interuniversitario che riveste la qualifica di ente non commerciale. In ordine alla deducibilità dei costi relativi al personale utilizzato, da parte di detto ente, nella ricerca e sviluppo, l’Amministrazione finanziaria ha precisato che sono deducibili anche le somme spettanti a detto personale a titolo di borse di studio finalizzate alle suddette attività di ricerca e sviluppo (a condizione che esse non siano già state portate in riduzione dal valore della produzione ai sensi dell’art. 10 comma 1 del DLgs. 446/97). Pur non essendo ribadito espressamente dal documento di prassi, ugualmente deducibili devono ritenersi gli oneri relativi al personale impiegato nelle suddette attività, anche se non vengono sostenuti tramite la concessione di borse di studio.

La ris. n. 107/2008 concerne, invece, una fondazione articolata in un settore clinico-assistenziale (con sei unità operative di degenza) e in nove laboratori di ricerca clinica e/o sperimentale (ognuno rivolto ad un distinto filone di ricerca). Anche in questo caso, l’Agenzia non distingue secondo che il personale sia impiegato nell’attività istituzionale o commerciale dell’ente, ma guarda unicamente alle caratteristiche dell’attività dallo stesso svolta.

La facoltà di fruire della deduzione viene così riconosciuta solo con riferimento al personale addetto all’assistenza sanitaria (e ausiliaria) prestata in settori medici in relazione ai quali viene svolta attività di ricerca, con l’esclusione, quindi, del personale eventualmente impiegato nell’assistenza ospedaliera generica o riferibile a settori medici per i quali non viene svolta attività di ricerca, ancorché specialistici (es. prestazioni di laboratorio).

Con riferimento agli enti non commerciali che esercitano anche un’attività commerciale in via non prevalente, il documento riepiloga le modalità di calcolo dell’importo deducibile con riferimento a tutte le deduzioni fruibili che, nella maggior parte dei casi, competono solo per il personale impiegato nell’attività commerciale.

Al riguardo, con riferimento alla deduzione del costo residuo dei dipendenti a tempo indeterminato (ex art. 11 comma 4-octies del DLgs. 446/97), il documento, prendendo le mosse dalle precisazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate nelle circ. nn. 16/2009 (§ 1) e n. 8/2013 (§ 1.1) con riferimento alla deduzione dell’IRAP da IRPEF/IRES (ex artt. 2 comma 1 del DL 201/2011 e 6 comma 1 del DL 185/2008), giunge ad affermare che la deduzione in esame si applica anche agli enti non commerciali, limitatamente all’attività commerciale eventualmente svolta.

Infine, viene ricordato che, per ciascun dipendente l’ammontare della deduzione non può comunque eccedere il limite massimo rappresentato dalla retribuzione e dagli altri oneri e spese a carico del datore di lavoro (art. 11 comma 4-septies del DLgs. 446/97).

TORNA SU