Da prorogare il termine per richiedere i contributi a fondo perduto per la gestione di impianti sportivi
Con una lettera inviata alla Sottosegretaria alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega allo sport, Valentina Vezzali, il CNDCEC ha chiesto una proroga di 30 giorni, dal 31 agosto al 30 settembre, del termine per la consegna delle richieste di accesso ai contributi a fondo perduto in favore dei gestori degli impianti sportivi.
Si ricorda che con il DPCM 30 giugno 2022 sono state definite le modalità e i termini per la presentazione delle istanze per il contributo a fondo perduto in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche che abbiano per oggetto sociale la gestione di impianti sportivi (si veda “Contributi a fondo perduto per la gestione di impianti sportivi” del 3 agosto).
Nella lettera del CNDCEC si spiega che lo slittamento del termine è necessario “per rendere possibile l’espletamento degli adempimenti, potendo avere a disposizione tutti i chiarimenti necessari e potendo eseguire i compiti assegnati in serenità, consentendo agli enti e ai commercialisti coinvolti di operare nelle migliori condizioni possibili, agevolando anche il compito degli organismi sportivi e del Dipartimento per lo Sport”.
“Il Consiglio nazionale dei commercialisti – scrive il Presidente Elbano de Nuccio – non può che accogliere favorevolmente il Decreto Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per lo Sport relativo al Contributo a fondo perduto in favore dei gestori di impianti sportivi. Si tratta di un’iniziativa che contribuisce al miglioramento degli impianti sportivi, inquadrabile nell’ambito delle politiche giovanili e di genere che anche il nostro Consiglio nazionale promuove attraverso apposite iniziative”.
De Nuccio spiega però che “la tempistica prevista rischia di danneggiare notevolmente gli enti e non dà la possibilità ai professionisti coinvolti, tra cui i commercialisti, di svolgere adeguatamente l’attività richiesta, in un periodo quale il mese di agosto in cui sia gli enti che gli studi professionali sono chiusi”.
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