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Domenica, 25 settembre 2022

LAVORO & PREVIDENZA

Diritto allo smart working per i lavoratori fragili prorogato fino a fine anno

Il medesimo diritto spetta anche ad altre categorie di lavoratori

/ Elisa TOMBARI

Venerdì, 23 settembre 2022

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Alcune tra le principali novità introdotte dalla L. 21 settembre 2022 n. 142, di conversione del DL 115/2022 (c.d. “Aiuti bis”) e in vigore da ieri, riguardano il lavoro agile. Infatti, gli artt. 23-bis e 25-bis prorogano fino a fine anno, rispettivamente, il diritto di alcune categorie di lavoratori a rendere la propria prestazione in modalità agile, nonché la possibilità di ricorrere allo smart working anche senza la stipula degli accordi individuali richiesti dalla disciplina ordinaria (L. 81/2017).

Andando con ordine, per effetto dell’art. 23-bis viene ripristinato fino al 31 dicembre 2022 il diritto allo smart working dei lavoratori fragili, anche con l’assegnazione a mansione differente, dei lavoratori genitori di figli “under 14” – purché nel nucleo familiare non vi sia altro genitore non lavoratore o beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa – nonché dei lavoratori maggiormente esposti al rischio.

Per i lavoratori fragili il diritto in esame è stato introdotto dal comma 2-bis dell’art. 26 del DL 18/2020, ma è venuto meno lo scorso 30 giugno in applicazione di quanto disposto dall’art. 10 comma 1-ter del DL 24/2022. Per i lavoratori genitori di figli under 14 e dei lavoratori maggiormente esposti al rischio di contagio, invece, il diritto alla prestazione di lavoro agile previsto dall’art. 90 comma 1 del DL 34/2020 è venuto meno lo scorso 31 luglio, secondo quanto disposto dall’art. 10, comma 2 del DL 24/2022 (si veda “Lavoro agile senza accordo fino a fine anno per tutti i lavoratori” del 15 settembre 2022).

Inoltre, l’art. 25-bis, rinviando all’art. 10 comma 2-bis del DL 24/2022, proroga al 31 dicembre 2022 l’efficacia dell’art. 90 commi 3 e 4 del DL 34/2020, che nella fase emergenziale ha consentito di ricorrere allo smart working senza la stipula degli accordi individuali e di trasmettere al Ministero del Lavoro i soli nominativi dei lavoratori operanti in modalità agile e la data di cessazione dello stesso; l’efficacia di tali disposizioni è venuta meno lo scorso 31 agosto.

Si ricorda infatti che dal 1° settembre scorso per attivare il lavoro agile si è reso necessario ricorrere alla sottoscrizione degli accordi individuali, obbligatori ai sensi della disciplina ordinaria dello smart working ex L. 81/2017. Inoltre, in attuazione dell’art. 41-bis del DL 73/2022, con il DM 149/2022 sono state individuate le nuove modalità di comunicazione dei lavoratori che effettuano la prestazione lavorativa in modalità agile, applicabili agli accordi individuali stipulati o modificati a decorrere dalla data del 1° settembre 2022. In proposito, non è ancora stato ancora chiarito in che modo possano coesistere la procedura ex DM 149/2022 e la modalità di comunicazione emergenziale di cui al comma 3 dell’art. 90, ripristinata fino a fine anno.

Restano invece confermate le altre disposizioni in materia di lavoro introdotte dal DL 115/2022, come ad esempio l’art. 22, che estende l’ambito di applicazione dell’indennità una tantum di 200 euro ad alcune categorie di lavoratori, tra cui ai lavoratori dipendenti con rapporto di lavoro in essere nel mese di luglio 2022 che, fino al 18 maggio 2022 (data di entrata in vigore del DL 50/2022), non abbiano beneficiato dell’esonero dello 0,8% della quota IVS a proprio carico (art. 1 comma 121 della L. 234/2021) in quanto interessati da eventi coperti da contribuzione figurativa integrale dall’INPS.

Resta immutato anche l’incremento di 1,2 punti percentuali dell’esonero dello 0,8% (quindi per un totale del 2%) sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore di cui all’art. 1 comma 121 della L. 234/2021 (legge di bilancio 2022). Tale incremento, previsto dall’art. 20 in via eccezionale per i periodi di paga compresi tra luglio e dicembre 2022, comprende altresì la tredicesima o i relativi ratei erogati nei predetti periodi di paga.

Sul punto, si ricorda che la norma contenuta nella legge di bilancio 2022 richiede come condizione necessaria che la retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per 13 mensilità, non ecceda l’importo mensile di 2.692 euro, maggiorato, per la competenza del mese di dicembre, del rateo di tredicesima.
Confermato poi anche l’art. 21 del DL 115/2022, che stabilisce in via eccezionale un anticipo della rivalutazione delle pensioni all’ultimo trimestre 2022, al fine di contrastare gli effetti negativi dell’inflazione per quest’anno e sostenere il potere di acquisto delle prestazioni pensionistiche, mentre, con l’introduzione del nuovo art. 21-bis, si dispone l’innalzamento della soglia di impignorabilità delle pensioni, prevedendo che le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza, non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente al doppio della misura massima mensile dell’assegno sociale, con un minimo di 1.000 euro.

Infine, si confermano le dotazioni finanziarie per determinate misure quali il riconoscimento del c.d. “bonus psicologo” e del “bonus trasporti” (si veda “Indennità una tantum estesa ad altre categorie di lavoratori” del 10 agosto 2022).

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