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LETTERE

Necessario implementare la qualità dei servizi dell’Agenzia delle Entrate

Sabato, 25 febbraio 2023

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Caro Direttore,
abbiamo letto con interesse l’intervista al Direttore Ruffini dello scorso 22 febbraio (si veda “Ruffini ai commercialisti: «Non serve più andare presso gli Uffici»” del 22 febbraio) e riteniamo opportuno, qualora ce ne desse la possibilità, formulare pubblicamente alcune considerazioni su affermazioni che riteniamo siano meritevoli di replica.
Una corretta analisi dovrebbe implicare un’attenta ricognizione sul funzionamento e sull’efficacia di tutti i servizi e la conseguente ammissione che alcuni di questi o sono stati attivati solo recentemente oppure non sono operativamente efficaci.

Quello che il Direttore sostiene relativamente al canale CIVIS, e cioè che il canale per la trattazione degli avvisi di irregolarità non necessita della funzione che permette l’invio di allegati “perché il riscontro avviene sulla base di dati direttamente desumibili” e già in possesso dell’Amministrazione, è un elemento che rafforza quello che da tempo sosteniamo come categoria: in caso di irregolarità formali, perché, se i dati sono già in possesso dell’Amministrazione finanziaria, non far precedere all’invio dell’avviso un controllo puntuale da parte degli uffici, finalizzato alla soluzione preventiva dello stesso e al conseguente alleggerimento della mole delle successive istanze presentate dal contribuente? Si ha la percezione che la procedura CIVIS serva a ribaltare sui contribuenti e sui loro intermediari una funzione che compete all’Agenzia.

I numeri citati dal Direttore sulle più di 2.400.000 richieste di assistenza, con il 97% delle lavorazioni relative alle comunicazioni di irregolarità concluso entro 7 giorni lavorativi (anche se abbiamo notizie ben diverse dai territori), nulla dicono sulla percentuale di legittimità delle pretese tributarie e quindi sulla possibilità di evitare inutili sprechi di risorse umane e materiali.

Sarebbe interessante conoscere il numero degli esiti di comunicazioni inviate dall’Agenzia poi regolarizzate tramite CIVIS.
Se si scoprisse che la percentuale di tali regolarizzazioni rispetto al totale fosse significativa, allora sarebbe certificata l’inadeguatezza dell’automatismo dell’Ufficio. Tale procedura di liquidazione mostrerebbe di non essere in grado di intercettare i reali “errori formali” nella compilazione delle dichiarazioni o dei modelli di versamento, ingolfando il numero di comunicazioni inviate e creando nei canali CIVIS, – citando il Direttore – “rallentamenti nell’operatività degli uffici addetti alle lavorazioni senza generare alcun beneficio”.

Una lavorazione conclusa senza motivazione, o con la motivazione “recarsi presso l’ufficio” o una lavorazione conclusa oltre i 30 giorni, non è una lavorazione da considerarsi corretta. Una lavorazione nella quale il testo del messaggio inviato è “I versamenti sono ravveduti”, che si concluda con “Dichiarazione regolare”, non è una lavorazione di qualità, perché ha portato via tempo agli Uffici, ai contribuenti e agli intermediari, per un semplice mancato aggancio. Una lavorazione alla quale non si può, nel breve, rispondere nuovamente (atteso che non c’è sospensione dei termini con il CIVIS), non è una lavorazione di qualità, perché impedisce di replicare a errori degli Uffici, che possono esistere.

Sulla dichiarata non necessità di accesso agli uffici grazie ai canali telematici, riscontriamo che l’esigenza dei professionisti di interloquire direttamente con i funzionari scaturisce dal fatto che l’utilizzo di tali canali non consente la risoluzione in tempi brevi delle pratiche, o per impossibilità di allegazione documenti (36-bis) o per ritardi, anche di mesi, nell’invio delle risposte da parte dei canali Consegna documenti, PEC uffici territoriali. In realtà, proprio da parte degli uffici stessi dovrebbe essere auspicabile la presenza di un interlocutore qualificato, al fine di accelerare l’operatività della struttura, anziché favorire l’accesso al singolo contribuente.

Risulta quindi chiara, nonostante le rassicurazioni del Direttore, una precisa volontà di disintermediazione, sostanziata anche dall’istituzione, nel corso degli ultimi anni, di numerose dichiarazioni precompilate. Tale ipotesi risulta rafforzata se ricondotta alle pregresse e ripetute affermazioni, dalle quali emerge l’intenzione di avviare l’Agenzia a un’attività che sia anche di consulenza.
Quella del Direttore Ruffini appare come una, seppur legittima e comprensibile, debole difesa d’ufficio, non supportata da adeguate evidenze, e che mostra un netto distacco dalla reale prassi operativa.

Potremmo continuare ben oltre le poche righe che una testata può pubblicare, ad esempio solo da poco esiste un applicativo per la registrazione dei comodati, che erano e sono necessari per le agevolazioni IMU già da molti anni.
Se con pacatezza potessimo riprendere un dialogo costruttivo, vorremmo chiedere al Direttore Ruffini: Come viene gestito il concetto di inerenza nelle dichiarazioni precompilate IVA? Come vengono gestite le parziali detraibilità sui costi delle aziende e dei professionisti? Come possono venire indicati correttamente i dati richiesti nel quadro VF sugli acquisti effettuati da soggetti che applicano il regime c.d. “forfetario”, visto che non tutti questi soggetti sono obbligati alla fatturazione elettronica e parte di questi lo sono stati dal 1° luglio 2022?

Questo perché possiamo immaginare che anche nelle dichiarazioni precompilate IVA, come nei precompilati 730 e nei registri precompilati, vi sarà un’alta percentuale di errori, indipendentemente dall’accettazione o modifica da parte del contribuente e ciò porterà ad altra compliance e quindi ad altri rallentamenti nell’operatività degli uffici addetti alle lavorazioni delle risposte.

Ci piace chiudere con un proposito rivolto all’Agenzia delle Entrate. I commercialisti sono pronti al confronto e a contribuire all’implementazione della qualità nei servizi, perché di una maggiore efficienza beneficerebbero tutti: Amministrazione finanziaria, contribuenti, intermediari e l’intero sistema-Paese.


Maria Pia Nucera – Presidente ADC
Andrea Ferrari – Presidente AIDC
Marco CuchelPresidente ANC
Mario Michelino – Presidente ANDOC
Fabiana Di Lauro – Presidente FIDDOC
Stefano Sfrappa – Presidente SIC
Giuseppe Diretto – Presidente UNAGRACO
Matteo De Lise – Presidente UNGDCEC
Domenico Posca – Presidente UNICO

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