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Giovedì, 9 dicembre 2021 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

Se sbaglia l’Agenzia, il contribuente dovrebbe fruire di un credito d’imposta

Sabato, 10 novembre 2012

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Gentile Direttore,
condivido pienamente ciò che dice nell’editoriale in merito alla Direzione privinciale dell’Agenzia di Milano (si veda “A che pro la fuga in avanti della Direzione provinciale delle Entrate di Milano?” del 7 novembre).

Aggiungo invece una cosa che da tempo mi rode dentro: perché quando è l’Agenzia delle Entrate ad emettere avvisi di irregolarità che poi si rivelano inesatti (nel mio caso indicativamente il 70%-80% dei casi ed il resto sono per lo più omessi versamenti volontari dei contribuenti e quindi non “tecnicamente” errori del commercialista) deve pagare comunque il contribuente?

Mi capitano avvisi di irregolarità anche di 20-30 euro che, per principio, andiamo a correggere, ma che economicamente non sarebbe conveniente farlo.

Mi chiedo allora se non sarebbe più rispettoso del principio di collaborazione che quando sbaglia l’Agenzia delle Entrate venisse riconosciuto ad es. un credito d’imposta per far fronte alle spese che il contribuente ha ingiustamente sostenuto per far fronte alle inefficienze della pubblica amministrazione.


Marco Bortolin
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Treviso

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