X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Martedì, 28 settembre 2021 - Aggiornato alle 6.00

IMPRESA

Per la commercialità nella PEX conta il criterio sostanziale

Secondo la Suprema Corte, non è corretto desumere l’inattività della società oggetto di cessione dalla mera certificazione della Camera di Commercio

/ Maurizio MEOLI

Mercoledì, 8 ottobre 2014

x
STAMPA

download PDF download PDF

La sentenza di merito che, nel disconoscere il regime di “participation exemption (PEX), condanna l’imputato per dichiarazione infedele, non può fondarsi esclusivamente sull’inattività della società “ceduta” desunta da una certificazione camerale, dovendo affrontare il problema della commercialità attraverso un criterio sostanziale, finalizzato ad accertare l’esistenza di una struttura operativa idonea, anche potenzialmente, alla produzione e/o commercializzazione di beni o di servizi.
Sono queste le interessanti precisazioni rese dalla sentenza n. 41686 della Corte di Cassazione, depositata ieri.

Il rappresentante legale di una srl veniva condannato, sia in primo grado che in appello, per la fattispecie di dichiarazione infedele di cui all’art. ...

CONTENUTO RISERVATO AGLI ABBONATI

ABBONANDOTI POTRAI AVERE UN ACCESSO
ILLIMITATO A TUTTI GLI ARTICOLI

ACCESSO ABBONATI

Recupera Password

Non sei ancora un utente abbonato
e vuoi saperne di più?

TORNA SU