X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Sabato, 26 settembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Nulla osta al ravvedimento dell’interpello obbligatorio

Il diverso orientamento della circolare n. 9/2016 non può scavalcare il dettato normativo, che non prevede esclusioni

/ Alfio CISSELLO e Gianpaolo VALENTE

Lunedì, 4 luglio 2016

x
STAMPA

download PDF download PDF

L’art. 11 comma 2 della L. 212/2000, introdotto dal DLgs. 24 settembre 2015 n. 156, prevede l’istituto del c.d. “interpello obbligatorio”, che, prima della novella, era disciplinato nell’ormai abrogato art. 37-bis del DPR 600/73.
Si tratta di interpello finalizzato a disapplicare norme tributarie antielusive che limitano deduzioni, detrazioni, crediti d’imposta o altre posizioni soggettive.

Un esempio è dato dagli artt. 84 comma 3 e 172 comma 7 del TUIR, disposizioni che limitano l’utilizzo delle perdite anche a seguito di operazioni straordinarie.
Va precisato che se l’interpello non è presentato oppure la risposta è negativa, non ci sono limitazioni all’oggetto della difesa nel ricorso contro l’eventuale e successivo accertamento. ...

CONTENUTO RISERVATO AGLI ABBONATI

ABBONANDOTI POTRAI AVERE UN ACCESSO
ILLIMITATO A TUTTI GLI ARTICOLI

ACCESSO ABBONATI

Recupera Password

Non sei ancora un utente abbonato
e vuoi saperne di più?

TORNA SU