X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Sabato, 4 luglio 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Imposte sulla plastica e sulle bevande edulcorate rinviate al 2021

Lo stabilisce il DL Rilancio, differendo l’efficacia inizialmente preventivata per il 1° luglio 2020

/ Emanuele GRECO

Mercoledì, 1 luglio 2020

x
STAMPA

download PDF download PDF

Il 1° luglio 2020, contrariamente a quanto delineato nella legge di bilancio 2020, non diverranno efficaci le disposizioni istitutive:
- dell’imposta sul consumo dei manufatti con singolo impiego (art. 1 commi 634-658 della L. 160/2019), altresì denominata “plastic tax”;
- dell’imposta sul consumo delle bevande analcoliche edulcorate (art. 1 commi 661-676 della L. 160/2019), altresì denominata “sugar tax”.

Tra le varie misure in materia fiscale previste dal decreto “Rilancio” (DL 34/2020), in corso di conversione in legge, vi è anche il rinvio delle due nuove imposte.

L’efficacia delle rispettive discipline era, peraltro, condizionata dall’emanazione di due decreti attuativi.
Secondo la L. 160/2019, infatti, le disposizioni avrebbero dovuto essere efficaci solamente a decorrere dal primo giorno del secondo mese successivo alla pubblicazione di un apposito provvedimento.

Poiché i due provvedimenti richiesti per l’attuazione della disciplina avrebbero dovuto essere emanati entro il mese di maggio 2020, si era ipotizzato che le due imposte avrebbero trovato la loro efficacia a decorrere dal 1° luglio 2020 (al riguardo, si veda la relazione illustrativa alla legge di bilancio 2020).

Nel quadro degli interventi normativi connessi al diffondersi dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, l’art. 133 del DL “Rilancio” (DL 34/2020) ha, invece, espressamente stabilito che le disposizioni in materia di “plastic tax” e “sugar tax” avranno effetto a decorrere dal 1° gennaio 2021.
In sostanza, viene previsto un differimento di sei mesi rispetto alla data di presunta efficacia di tali disposizioni (1° luglio 2020).

Per quanto concerne l’imposta sui manufatti in plastica, sono diversi gli interventi critici che, nel frattempo, sono stati diffusi.
Tra i più autorevoli, si segnalano i due contributi di Assonime (datati 18 febbraio e 7 maggio 2020) ove si è evidenziato, tra l’altro, che sussistono perplessità in merito alla compatibilità della nuova imposta rispetto al sistema comune dell’IVA e alla disciplina armonizzata delle accise.

Possibile incompatibilità con la disciplina IVA e accise

In particolare, le direttive comunitarie in materia di IVA e accise non consentirebbero agli Stati membri dell’Ue l’istituzione di tributi non armonizzati che prevedano adempimenti o formalità connesse con il passaggio di frontiere.

Assonime evidenzia che le disposizioni vigenti non sembrano comportare formalità di questo tipo, ma rammenta che, in sede di attuazione della disciplina, potrebbe risultare impossibile rispettare il divieto di imporre formalità connesse al passaggio di frontiere se si osserva che il presupposto del nuovo tributo è connesso al consumo nel territorio dello Stato e che, quindi, i trasferimenti dei manufatti in plastica dall’Italia a un altro Stato (e viceversa) diventano rilevanti ai fini dell’applicazione dell’imposta.

Tra le altre criticità rilevate nel documento di Assonime, c’è il fatto che il tributo si caratterizza per avere una misura molto elevata in rapporto al costo industriale dei prodotti che ne sono colpiti. Ciò è frequente nelle accise. Tuttavia, mentre il sistema delle accise prevede un regime di sospensione che consente la circolazione dei prodotti senza applicazione dell’imposta, il nuovo tributo sulla plastica non si caratterizza per un regime sospensivo di natura analoga. La conseguenza è che il prodotto in plastica si considera comunque immesso in consumo e, quindi, soggetto a imposta, se è ceduto nel territorio dello Stato, fatto salvo il diritto al rimborso nel caso di invio in altro Stato dell’Ue o al di fuori dell’Ue.


TORNA SU