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Mercoledì, 21 ottobre 2020 - Aggiornato alle 6.00

PROFESSIONI

Cuchel confermato alla guida dell’ANC

Il Presidente uscente, al suo terzo mandato, parla dei prossimi impegni e della «frattura» all’interno del coordinamento sindacale

/ Savino GALLO

Martedì, 29 settembre 2020

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Marco Cuchel continuerà a essere il Presidente dell’ANC fino al 2024. Nel corso del Congresso elettorale tenutosi lo scorso fine settimana ad Alghero, i delegati gli hanno confermato, con votazione per acclamazione, la fiducia.

“Sono onorato – ha commentato – di aver ricevuto per la terza volta la fiducia delle associazioni territoriali e per la scelta caduta su una squadra di altissimo livello. Esprimo anche grande soddisfazione per la decisione dei consiglieri eletti di nominare un Comitato esecutivo di sole colleghe, mostrando in questo modo un’attenzione e una consapevolezza che dovrebbe essere comune a tutti gli organismi di categoria”.

Assieme a Cuchel, infatti, siederanno nel Comitato esecutivo Miriam Dieghi (Vicepresidente), Michela Olivieri (Segretario) e Maria Magno (Tesoriere). Quanto, invece, al programma, “la responsabilità del terzo mandato impone di mettersi subito al lavoro sui dossier più urgenti: la legge sulla malattia e infortuni del professionista, che è la vera rivoluzione culturale, una regolamentazione del mercato che attribuisca al commercialista l’esclusività di competenze altrimenti esercitate in modo selvaggio e la partecipazione attiva e istituzionalizzata dei commercialisti alla riforma fiscale. Tutte battaglie che contribuiscono alla dovuta restituzione del ruolo sociale e della dignità professionale ad un’intera categoria”.

A proposito della legge su malattia e infortuni del professionista, la proposta presentata lo scorso anno dalla Consulta dei parlamentari commercialisti (primo firmatario De Bertoldi di FdI) sta proseguendo il suo iter al Senato (si veda “Adempimenti sospesi in caso di malattia o infortunio del professionista” dell’8 agosto 2019). È notizia di questi giorni la convocazione dell’ANC in audizione dinanzi alla Commissione Giustizia di Palazzo Madama per domani, 30 settembre, proprio per parlare di questo tema.

Incontro al MEF sula riforma fiscale il 7 ottobre

Il 7 ottobre, invece, dovrebbe esserci l’incontro al MEF con il Ministro Gualtieri sulla riforma fiscale, a cui dovrebbero partecipare tutte le associazioni di categoria. Alcune, come ADC, AIDC e UNGDCEC, si sono già mosse per costituire un gruppo di lavoro a cui demandare la definizione delle proposte di riforma da portare al tavolo (si veda “I sindacati lavorano al «Manifesto» del nuovo Fisco” del 22 settembre).

Gruppo da cui, al momento, ANC si è chiamato fuori: “Io penso – ha spiegato Cuchel – che andar lì con proposte sia inopportuno. Ora bisogna andare ad ascoltare, per capire quali sono gli indirizzi, le direttive, l’impostazione che il Governo vuole dare alla riforma fiscale. Fatto ciò, potremo lavorare a delle proposte, posto che l’interlocuzione non si potrà esaurire nel solo incontro del 7”.

La mancata partecipazione all’iniziativa delle altre tre sigle sindacali, in ogni caso, nasce probabilmente anche dalla frattura maturata con la decisione di revocare lo sciopero, non condivisa, tra gli altri, proprio da ANC. “A me dispiace – ha aggiunto in proposito il Presidente dell’associazione – che la nostra posizione sia stata strumentalizzata o che qualcuno abbia detto che solo a posteriori abbiamo proceduto con i distinguo. Noi il distinguo lo abbiamo fatto prima (che venisse ufficializzata la decisione di revocare lo sciopero, ndr), annunciando che avremmo sottolineato il nostro dissenso”.

Quello che a Cuchel non è andato giù è il fatto di “aver accettato supinamente tutto quello che ci hanno proposto loro, senza fare controproposte, se non quella che ho fatto io alla fine sulla moratoria. Non abbiamo ottenuto nulla, eccezion fatta per dei tavoli che, per esperienza, sappiamo essere quasi sempre inconsistenti”.

Parole che sembrano lasciare pochi margini alla possibilità che la spaccatura all’interno del coordinamento sindacale venga ricomposta: “I margini ci sono – ha sottolineato Cuchel –, ma la frattura è sostanziale. È proprio una visione diversa di intendere l’attività sindacale. Se vogliamo ricucire, noi siamo disponibili al dialogo, ma prima bisogna capire dove vogliamo andare, come categoria e come associazioni sindacali a tutela dei colleghi”.

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