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Domenica, 24 gennaio 2021

LETTERE

Le condizioni della polizza per il rischio COVID-19 sono state modificate

Giovedì, 31 dicembre 2020

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Gentile Redazione,
scrivo per condividere con la redazione e con i colleghi la mia sensazione di amarezza, comunque mitigata dall’aver superato, per ora, l’esperienza COVID-19 senza tragiche conseguenze.
Nella seconda metà di ottobre mio figlio tredicenne è risultato positivo al virus e con sintomi.

Durante il suo periodo di convalescenza e quindi di isolamento domiciliare apprendo dal sito che la CNPADC nell’interesse dei propri iscritti ha esteso la polizza sanitaria base al “Rischio COVID” con la previsione di garanzie indennitarie anche per quarantene domiciliari (a seguito di test positivo al tampone COVID-19) oltre che per ricoveri ospedalieri. Copertura fruibile anche dai familiari ai quali gli iscritti avessero esteso, a pagamento, la polizza base, come nel mio caso.
Indicazioni confermate da quanto riportato sui siti istituzionali dei vari ordini locali oltre che dagli operatori telefonici della compagnia di assicurazione interessata.

All’inizio del mese di novembre, dopo la sopraggiunta negatività al tampone di mio figlio, come da indicazioni ricevute, apro il sinistro presso la compagnia Blue Assistance presentando la documentazione probatoria richiesta.
Ed ecco la sgradita sorpresa! Sul sito della CNPADC appaiono nuove condizioni in merito alle politiche liquidative dei rimborsi da rischio COVID-19. Non è più sufficiente né essere positivo al tampone, né presentare tipici (?) sintomi influenzali e/o ageusia e anosmia.

Non è forse sleale modificare le regole del gioco durante la partita?
Se poi io e altri colleghi abbiamo frainteso sin dall’inizio le condizioni di polizza credo ci sia qualcosa da rivedere nelle modalità di informazione e comunicazione poco trasparente, oltre che nelle forme di pubblicità (ingannevole?).


Paola Preziuso
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Foggia


***


Dopo la segnalazione della nostra lettrice abbiamo chiesto chiarimenti alla Cassa. Di seguito, pubblichiamo la risposta.

Gentile Redazione,
a partire dall’inizio della pandemia la compagnia Reale Mutua ha voluto offrire gratuitamente (sia per la Cassa che per i dottori commercialisti che hanno esteso la polizza ai componenti il proprio nucleo familiare) fino al 28 febbraio 2021 ulteriori garanzie indennitarie anche per quarantene domiciliari e ricoveri da COVID-19, non previste nel contratto in essere con la Cassa.

Tuttavia, la compagnia, sulla base della classificazione introdotta dall’ultima circolare del Ministero della Salute del 12 ottobre scorso, ha aggiornato le proprie politiche liquidative prevedendo come requisiti fondamentali per l’indennizzo in caso di quarantena domiciliare o ricovero, la positività al tampone molecolare Sars-Cov-2 e la presenza di sintomi (fatta eccezione per la temperatura e/o dolori muscolari e/o i tipici sintomi influenzali, oltre alla perdita di olfatto e/o gusto).

In estrema sintesi per l’attivazione delle garanzie di polizza al c.d. “rischio COVID” non è sufficiente la semplice positività al tampone e/o i tradizionali sintomi influenzali e/o i caratteristici sintomi della perdita del gusto e dell’olfatto, ma deve essere presente una patologia che, essendo legata al COVID, consente l’attivazione della polizza ancorché non sia presente il ricovero.


Cassa Dottori Commercialisti


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