X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Mercoledì, 28 luglio 2021 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Acquiescenza e definizione delle sanzioni dentro la sospensione feriale

Sospensione operante per il pagamento del terzo da accertamento esecutivo

/ Alfio CISSELLO

Giovedì, 22 luglio 2021

x
STAMPA

download PDF download PDF

La sospensione feriale dei termini processuali opera non solo per i termini processuali strettamente intesi, come quelli per il ricorso, la costituzione in giudizio oppure l’appello.
Ogniqualvolta il termine per il pagamento risulti connesso al termine per il ricorso, questo deve ritenersi soggetto alla sospensione feriale.

Così è per il termine per il pagamento delle somme da accertamento esecutivo ex art. 29 del DL 78/2010, dunque, se è stato presentato ricorso, il terzo delle imposte va pagato entro i sessanta giorni a cui si somma il periodo feriale (nota Agenzia delle Entrate 30 settembre 2011 n. 2011/141776).
Lo stesso deve dirsi per gli accertamenti esecutivi in tema di fiscalità locale, fattispecie in cui nonostante il ricorso occorre pagare tutte le somme.

Invece, la sospensione feriale non opera se il pagamento deve avvenire non “entro il termine per il ricorso” ma “entro i sessanta giorni” dalla notifica dell’atto, come per gli avvisi di accertamento o di liquidazione emessi in tema di imposte d’atto e per gli avvisi di recupero dei crediti d’imposta.
Uguali considerazioni valgono per le cartelle di pagamento, posto che il pagamento deve avvenire nei sessanta giorni successivi alla notifica dell’atto, nonché per gli atti di rideterminazione delle somme da accertamento esecutivo, ad esempio a seguito di sentenza.

Va detto che, ai sensi dell’art. 68 comma 1 del DL 18/2020, come da ultimo modificato dal DL 99/2021, i versamenti delle somme intimate con cartella di pagamento, se scadenti dall’8 marzo 2020 al 31 agosto 2021, vanno eseguiti entro il 30 settembre 2021.

Altresì alcuni termini caratterizzanti gli istituti deflativi del contenzioso sono soggetti alla sospensione feriale dei termini.
Infatti, sia il termine per fruire dell’acquiescenza ex art. 15 del DLgs. 218/97 sebbene si tratti di avvisi di liquidazione ad esempio emessi per disconoscere l’agevolazione prima casa (Cass. 21 febbraio 2019 n. 5039) che il termine per fruire della definizione delle sanzioni al terzo ex artt. 16 e 17 del DLgs. 472/97 (C.M. 5 luglio 2000 n. 138 § 2.3) risultano soggetti alla sospensione feriale, essendo connessi al termine per il ricorso.

Nessuna feriale per le cartelle di pagamento

Nonostante, per quanto ci consta, difettino indicazioni ufficiali sul punto, lo stesso deve potersi dire per il termine entro cui occorre presentare le deduzioni difensive ex art. 16 del DLgs. 472/97, una volta ricevuto l’atto di contestazione delle sanzioni in via separata dal tributo.

In ogni caso, rammentiamo che, se il pagamento deve avvenire con modello F24 (in alcune fattispecie il versamento unificato opera anche per le imposte d’atto), ai sensi dell’art. 37 comma 11-bis del DL 223/2006, i versamenti che hanno scadenza dal 1º al 20 agosto di ogni anno, possono essere effettuati entro il giorno 20 dello stesso mese, senza maggiorazioni. Quest’anno, rilevano anche i pagamenti in scadenza il 31 luglio 2021, che, essendo sabato, slittano al 2 agosto 2021.

TORNA SU