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Domenica, 28 novembre 2021

LETTERE

Sulla delega all’identità digitale INPS fuori dalla realtà

Venerdì, 20 agosto 2021

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Gentile Redazione,
da alcuni mesi l’INPS non manca di avvisare i suoi “sudditi” che le credenziali a suo tempo rilasciate ai contribuenti non saranno più valide per accedere all’area personale del sito dell’Istituto e, quindi, tantomeno per predisporre pratiche, scaricare documentazione e, in generale, interloquire con l’Istituto.

Ora, con un’apposita circolare (la n. 127 del 12 agosto 2021) l’Istituto informa che la dismissione dei PIN INPS avverrà il 30 settembre 2021 e che da tale data i “contribuenti” potranno accedere al sito solo se muniti di SPID–CIE o CNS.
Evidentemente in fase di redazione della circolare gli estensori si devono essere posti la seguente domanda: “Ma tra i nostri pensionati (tralasciamo pure i dipendenti e imprenditori) quanti saranno in grado di armeggiare con SPID, CIE e CNS?”.

Una volta stimata la percentuale, ritenendola un po’ troppo bassa, hanno pensato bene di tirare fuori il coniglio dal cilindro, ossia “dal 16 agosto 2021 il cittadino impossibilitato ad utilizzare in autonomia i servizi on line INPS, può delegare l’identità digitale ad altra persona di sua fiducia per l’esercizio dei propri diritti” (Grande idea che poteva essere attuata anche con il vecchio PIN).

Ma la vera chicca è un’altra. Per fornire questa delega il “cittadino” – già titolare di PIN o SPID – deve recarsi personalmente “presso una qualsiasi sede territoriale” ed è qui che, a mio avviso, l’INPS ancora una volta è fuori dalla realtà.

Proviamo a ragionare:
Sono un pensionato, un dipendente, un imprenditore dotato del vecchio PIN INPS e/o di SPID, quindi posso accedere al sito INPS, farmi una domanda di pensione, scaricarmi un estratto conto, etc. etc., però se devo delegare una persona di fiducia:
- se sono un pensionato che abita a 50 km e più devo sprecare mezza giornata e i costi di trasporto per recarmi alla più vicina sede INPS;
- se sono un pensionato allettato devo anche chiamare il medico del SSN che mi certifichi questo stato di impossibilità (in tal caso devo comunque mandare il delegato alla sede INPS più vicina);
- se sono un dipendente mi devo bruciare alcune ore di permesso sempre per i motivi di cui sopra;
- se sono un imprenditore allora ho molto tempo libero e poco da fare e allora posso tranquillamente recarmi alla sede INPS più vicina e passarci la mattina;
… e si potrebbe andare avanti all’infinito senza contare che da circa 18 mesi esiste il COVID-19 e tutti i giorni il Premier Draghi e/o il Ministro Speranza invitano ai contatti strettamente necessari, a lavorare in remoto e quant’altro per evitare il diffondersi dei contagi.

Evidentemente per l’INPS tutto questo non vale, oppure viene da pensare “come dice qualcuno malpensante” se muoiono i pensionati l’INPS si risana il bilancio.
Non sarà che per arrivare a intuire che mettendo un modulo on line da compilare accedendo con il proprio PIN INPS o con lo SPID – evitando tutti i disagi accennati – sarà necessario fare un bando europeo?


Graziano Taramasso
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Savona

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