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Immatricolazione di veicoli extra Ue anche tramite deposito IVA

/ REDAZIONE

Sabato, 13 novembre 2021

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Con risposta a interpello n. 778 di ieri, l’Agenzia delle Entrate si è nuovamente occupata delle corrette modalità di adempimento degli obblighi IVA ai fini dell’immatricolazione di veicoli importati da territori non appartenenti all’Unione europea.

L’art. 1 comma 9 del DL 262/2006 prevede che, ai fini dell’immatricolazione o della successiva voltura di autoveicoli, motoveicoli e loro rimorchi, anche nuovi, oggetto di acquisto intracomunitario a titolo oneroso, la relativa richiesta è corredata di copia del modello F24 Elide, il quale, per ciascun mezzo di trasporto, deve recare il numero di telaio e l’ammontare dell’IVA assolta in occasione della prima cessione interna.

Qualora il concessionario italiano, per ragioni di mercato, volesse immatricolare il veicolo prima di porlo in vendita sul mercato nazionale, è comunque tenuto a versare l’IVA. Di conseguenza, il concessionario dovrà versare l’imposta sul prezzo di vendita del veicolo, determinato ai sensi dell’art. 14 comma 3 del DPR 633/72, ovvero sul valore di mercato.

Ad analoghe esigenze di monitoraggio è preordinata la presentazione all’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile, ai fini della immatricolazione di veicoli di provenienza extra-Ue, della documentazione doganale idonea alla univoca identificazione del veicolo e dell’IVA assolta in sede di importazione dello stesso. Tale disciplina si applica anche alle immatricolazioni di veicoli provenienti da Stati appartenenti allo Spazio economico europeo (ma non all’Unione europea).

Nell’ipotesi in cui il veicolo sia introdotto in un deposito IVA, ai fini dell’immatricolazione successiva all’estrazione dal deposito, è necessario attestare l’avvenuto versamento dell’IVA con F24 Elide e, dunque, oltre all’autofattura, si dovrà allegare la documentazione relativa all’estrazione e alla garanzia prestata ai fini del reverse charge di cui all’art. 17 comma 2 del DPR 633/72.

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