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Giovedì, 27 gennaio 2022 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Al via il protocollo sullo smart working nel settore privato

/ REDAZIONE

Mercoledì, 8 dicembre 2021

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A seguito della trattativa Governo-sindacati, ieri le Parti sociali hanno siglato il Protocollo nazionale sul lavoro agile nel settore privato, che fissa il quadro di riferimento condiviso per lo svolgimento dello smart working, definendo le linee di indirizzo per favorirne la regolamentazione da parte della contrattazione collettiva nazionale, aziendale e/o territoriale (si veda “Smart working senza straordinario con il Protocollo sul lavoro agile” del 4 dicembre 2021).

Secondo i principi contenuti nel Protocollo, il lavoro agile è attivabile su base volontaria con accordo individuale scritto che definisca la durata, l’alternanza tra i periodi in presenza e a distanza, i luoghi eventualmente esclusi per lo svolgimento della prestazione, gli strumenti di lavoro, i tempi di riposo e disconnessione del dipendente, l’attività formativa e le modalità di esercizio dei diritti sindacali.

In linea con quanto previsto dalla L. 81/2017 che istituisce lo smart working, la prestazione può svolgersi senza un orario di lavoro preciso, organizzando la prestazione per fasi, cicli e obiettivi, in fasce orarie che definiscano i tempi di riposo e disconnessione del lavoratore, e senza la possibilità di rendere, di norma, prestazioni di lavoro straordinario. Resta ferma per il lavoratore la consueta fruizione dei permessi orari, mentre non potranno essere di norma previste e autorizzate prestazioni di lavoro straordinario, fatta salva l’esplicita previsione dei CCNL.

Il luogo presso il quale può essere resa la prestazione in modalità agile deve essere idoneo a garantire condizioni di sicurezza e riservatezza anche con specifico riferimento al trattamento dei dati e delle informazioni aziendali nonché alle esigenze di connessione con i sistemi aziendali. La contrattazione collettiva potrà individuare i luoghi ritenuti inidonei a tali fini.

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