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Associazione per delinquere finalizzata ai delitti fiscali se permane un vincolo associativo

/ REDAZIONE

Giovedì, 12 maggio 2022

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La Cassazione – con la sentenza n. 18519 depositata ieri – ha ribadito alcuni principi in tema di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari, in un procedimento che coinvolgeva un complesso sistema societario di importazione di auto usate.

In particolare, delle società estere venivano fittiziamente interposte nella catena commerciale di auto usate importate in Italia dalla Germania, al solo fine di evadere l’imposta sul valore aggiunto. E all’amministratore di fatto, nonché promotore di tale sistema, era stato contestato il reato di associazione per delinquere ex art. 416 c.p. finalizzato alla commissione di truffe, falsi e delitti fiscali.

I giudici di legittimità evidenziano, così, che l’elemento distintivo tra il delitto di associazione per delinquere e il concorso di persone (nel reato continuato) è individuabile nel carattere dell’accordo criminoso.

Nel concorso tale accordo si concretizza in via meramente occasionale ed accidentale, essendo diretto alla commissione di uno o più reati con la realizzazione dei quali si esaurisce l’accordo e cessa ogni motivo di allarme sociale; mentre nel reato associativo risulta diretto all’attuazione di un più vasto programma illecito, per la commissione di una serie indeterminata di delitti, con la permanenza di un vincolo associativo tra i partecipanti, anche indipendentemente e al di fuori dell’effettiva commissione dei singoli reati programmati.

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