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Domenica, 26 maggio 2024

EDITORIALE

I commercialisti e l’enigma del bonus

/ Giancarlo ALLIONE

Lunedì, 13 marzo 2023

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Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un proliferare di bonus negli ambiti più disparati, tanto che via via sono diventati di fatto lo strumento attraverso il quale i governi e il Parlamento hanno nella sostanza espresso il loro indirizzo di politica economica.

Al di là della complicazione che inevitabilmente deriva da sedimentazione e stratificazione, i bonus presentano anche l’inconveniente che, una volta introdotti, è poi difficilissimo toglierli o ridurne l’entità, specie quando chiamata ad affrontare l’impatto mediatico della rimodulazione non è la parte politica che li ha istituiti.

Fra tutti, il caso più emblematico sono certamente i bonus edilizi, e fra questi il cd. superbonus.

Io sono convinto che questa misura, in futuro, potrà utilmente essere oggetto di studio scientifico, perché nessuna come questa, chiamando in causa simultaneamente una marea di profili, è stata produttiva di immediati poderosi effetti economici, anche distorsivi, ed evocativa di una miscellanea di aspettative, frustrazioni e sentimenti sorprendente.

Intanto è straordinariamente multidisciplinare. Per arrivare al fondo occorre un ottimo ingegnere per la progettazione delle opere e l’attestazione della loro performance tecnica, un commercialista per la collazione dei documenti e le comunicazioni/asseverazioni varie, un bravo geometra per gli accatastamenti prima dopo e durante, un soggetto in grado di finanziare l’operazione medianti anticipi per i lavori ed esperto nell’acquisto/cessione dei crediti tributari, un avvocato per la redazione di tutti i contratti (appalto lavori, cessioni del credito ...), il notaio per l’atto di vincolo del sottotetto eventualmente da recuperare, un’impresa edile in possesso di capacità realizzative a 360 gradi (dal fotovoltaico alle batterie di ultima generazione, dalle coibentazioni alle opere murarie con caratteristiche antisismiche ...).

Il tutto con la necessità di confrontarsi ripetutamente con una pluralità di enti pubblici, anche qui ciascuno con i propri tempi, peculiarità e liturgie più o meno complicate da rispettare (uffici tecnici Comunali, Catasto, ASL, ENEA, Agenzia delle Entrate ...).
Poi il 110% è straordinariamente suadente (non solo mi ridanno tutto quello che spendo, ma addirittura riesco anche a guadagnarci qualcosa: forse non capita neanche nei paradisi fiscali più compiacenti), specie se si considera che ha per oggetto un bene, la casa, che per gli italiani è sacro più che in ogni altra parte del mondo.

Dunque, del tutto naturale che i bonus edilizi abbiano avuto un successo straordinario, sia per l’ovvio interesse che hanno ingenerato nei proprietari di immobili, sia per l’azione di tutti gli attori potenzialmente coinvolti, che vi hanno legittimamente visto un’interessante opportunità di lavoro.
Un successo che ovviamente ha generato una pressione sulle finanze pubbliche di pari importo e che, essendo totalmente finanziato a debito, altrettanto ovviamente graverà sulle spalle di tutti i nostri figli e nipoti. Alcuni però, insieme alla corrispondente fetta di debito pubblico, erediteranno immobili in migliore stato di conservazione e più performanti dal punto di vista sismico ed energetico.
Un successo che, almeno per il bonus facciate, ha propiziato anche frodi importanti, alle quali si è posto postumo rimedio con interventi normativi specifici, che, nulla potendo contro chi con il malloppo era già scappato, oltre a bloccare eventuali truffatori tardivi, hanno inevitabilmente complicato, e non di poco, la vita di coloro che di truffare non avevano la minima intenzione.

Ora si tratta di valutare come procedere, cercando di contemperare i tanti interessi in gioco, magari evitando di chiudere la porta in faccia proprio a coloro che, operando nell’ambito di una sostanziale correttezza, hanno impiegato il tempo che occorre a fare le cose per davvero e per bene, oppure di punire eccessivamente chi i lavori li ha fatti davvero pur commettendo qualche errore formale o dimenticanza meramente documentale.
Proprio con l’obiettivo di contribuire all’individuazione di possibili idee per un 110% “sostenibile” per tutti, abbiamo organizzato per il 15 marzo a Roma un evento nel corso del quale provare a mettere a fuoco spunti da offrire al decisore politico per gestire al meglio il futuro di una misura economica cruciale (per partecipare clicca qui).
Interverranno, tra gli altri relatori, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Avv. Ernesto Maria Ruffini e il Direttore del Dipartimento delle Finanze del MEF, Dott. Giovanni Spalletta mentre concluderà i lavori il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti.

Abbiamo anche previsto un congruo numero di posti per dare modo, a chi lo desidera, di partecipare in aula. Una bella occasione, crediamo, per tutti i colleghi che vorranno con la loro presenza, o via web, far percepire la consueta disponibilità dei commercialisti a fornire un contributo fattivo e qualificato per l’individuazione, nell’interesse del paese, delle migliori soluzioni possibili nelle materie di loro competenza.

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