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Il CdM rinvia la riforma di medici e avvocati, «assente» il dossier sui commercialisti

/ REDAZIONE

Martedì, 5 agosto 2025

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Nulla di fatto per l’approvazione dei due schemi di disegno di legge per la delega al Governo della riforma dell’ordinamento forense e delle professioni sanitarie. L’esame dei due provvedimenti, inseriti all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri di ieri (l’ultimo prima della pausa estiva), è stato rinviato ad altra seduta.

La notizia, però, è che assieme ai due disegni di legge delega non ci fosse anche quello relativo alla riforma dell’ordinamento dei commercialisti. Non più tardi di due mesi fa, intervenendo agli Stati generali della professione, il Ministro della Giustizia Nordio aveva lasciato intendere che le tre riforme sarebbero andate di pari passo.

Per questo, l’assenza ha fatto rumore e, da più parti, è stata interpretata come un segnale di chiusura addirittura definitivo, magari indotto dalla spaccatura interna alla categoria sulla questione. Non vanno dimenticati, infatti, i toni aspri usati dal Presidente del CNDCEC de Nuccio proprio durante gli Stati Generali per criticare i Presidenti degli Ordini locali, rei di aver inviato delle lettere al Governo chiedendo di stoppare il processo di riforma.

A quelle lettere ha fatto seguito, un paio di settimane fa, l’invio ai vertici dell’Esecutivo di un parere commissionato dagli Ordini di Roma, Milano e Torino allo studio legale Marini (di cui è stato socio Francesco Saverio Marini fino al febbraio 2025, ovvero fino all’auto-sospensione dall’albo degli avvocati dovuta alla nomina parlamentare a giudice della Corte Costituzionale). Un documento di 13 pagine che solleva diversi dubbi sulle modifiche al sistema elettorale contemplate dalla bozza di riforma del DLgs. 139/2005, al punto da sembrare “incompatibili con i principi fissati in materia elettorale dalla Costituzione, segnatamente quelli di ragionevolezza, proporzionalità e rappresentatività”.

È possibile che tali elementi abbiano convinto il Governo a lasciare da parte la riforma dei commercialisti, oppure potrebbe essersi trattato solo di contingenze. Un’eventuale nuova assenza a settembre, quando i due disegni di legge delega riguardanti avvocati e medici dovrebbero tornare in CdM, renderà il quadro più chiaro.

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