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Giovedì, 18 aprile 2019 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Bonus R&S 2019 senza distinzione delle spese per la media

Secondo l’Agenzia non occorre tener conto delle diverse tipologie di spese ammissibili sulla base delle diverse aliquote applicabili

/ Pamela ALBERTI

Martedì, 16 aprile 2019

L’Agenzia delle Entrate, nella circolare n. 8/2019 (§ 3.1), oltre ai chiarimenti in materia di obblighi documentali, ha fornito anche le prime indicazioni in merito al calcolo del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo a seguito delle modifiche apportate dalla L. 145/2018, applicabili dal 2019.

L’Agenzia evidenzia che è stata prevista l’introduzione di un nuovo criterio di calcolo del beneficio spettante, resosi necessario per tener conto della differenziazione delle aliquote applicabili sulle diverse tipologie di spese ammissibili (50% per le spese relative a personale dipendente e alla ricerca contrattuale con università, enti di ricerca, start up innovative e PMI innovative; 25% per le restanti spese).

Viene precisato che il nuovo criterio non interferisce con la formazione del parametro storico (media del triennio 2012-2014), nel senso che non è necessario procedere alla sua distinzione in ragione delle diverse aliquote applicabili sulle categorie di spese ammissibili.

Nello specifico, viene affermato che il nuovo criterio opera direttamente sull’eccedenza agevolabile (differenza tra l’ammontare complessivo delle spese ammissibili sostenute nel periodo agevolato e media del triennio 2012-2014), individuando la quota di essa su cui applicare l’aliquota del 50% e la restante quota su cui applicare l’aliquota del 25% in ragione della diversa incidenza delle varie tipologie di spese sulle spese complessive sostenute nel periodo agevolabile.

A fini esplicativi, la circolare propone il seguente esempio numerico.
Si ipotizzi che un’impresa, nel periodo d’imposta 2019, svolga attività di ricerca e sviluppo ammissibili sostenendo solo spese di personale per un ammontare complessivo pari a 500 euro, così suddivise:
- 300 (pari al 60% del totale) a titolo di spese per il personale dipendente;
- 200 (pari al 40% del totale) a titolo di spese per il personale titolare di un rapporto di lavoro autonomo.
Si ipotizzi, inoltre, che la media degli investimenti in attività di ricerca e sviluppo effettuati nel periodo 2012-2014 sia pari a 100.
Pertanto, l’eccedenza agevolabile (investimenti incrementali) risulta pari a 400 (500-100).

Ai fini del calcolo del beneficio, occorre considerare che nel 2019 le spese agevolabili con la percentuale del 50% (personale dipendente) incidono nella misura del 60% sulle spese totali agevolabili e quelle agevolabili al 25% (personale titolare di un rapporto di lavoro autonomo) incidono nella restante misura del 40%.

Rileva l’incidenza percentuale delle spese sull’eccedenza agevolabile

Pertanto, considerando che gli investimenti complessivi del periodo agevolabile sono pari a 500, l’incidenza percentuale delle diverse voci di spese ammissibili è pari a:
- 300 (500 x 60%), agevolabile con aliquota al 50%;
- 200 (500 x 40%), agevolabile con aliquota al 25%.

La circolare chiarisce che, nell’esempio, il credito d’imposta spettante sarà pari a 160, dato dalla somma di 240 x 50% (120) e di 160 x 25% (40).
I calcoli non esplicitati dovrebbero quindi essere i seguenti.
Occorre applicare sull’eccedenza agevolabile di 400 la percentuale di incidenza delle spese, rispettivamente pari al 60% per il personale dipendente (400 x 60% = 240) e al 40% per il personale autonomo (400 x 40% = 160).
Su tali risultati occorre quindi poi calcolare il credito d’imposta sulla base delle aliquote previste, rispettivamente pari al 50% (240 x 50% =120) e al 25% (160 x 25% = 40).

Dall’esempio sopra esposto si evince come non sia più necessario effettuare il calcolo della media separatamente per ciascuna tipologia di investimento agevolabile, come invece era previsto nella prima versione dell’agevolazione con aliquote differenziate.

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