Il servizio di conservazione non cancella il «corpo fattura»
Saranno mantenuti per intero i dati presenti nei file delle fatture conservate dall’Agenzia delle Entrate, anche se i soggetti passivi, che hanno aderito a tale servizio, non hanno, invece, manifestato l’adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche e dei loro duplicati informatici. La precisazione è stata fornita dal CNDCEC che ha riportato, con l’Informativa n. 71/2019, un chiarimento reso dall’Amministrazione finanziaria nell’ambito del Tavolo tecnico istituzionale intrattenuto con lo stesso Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.
I due servizi sono differenti e autonomi fra di loro. Mentre, quindi, per i soggetti che non manifesteranno l’adesione al servizio di consultazione, saranno cancellati i dati relativi all’operazione documentata dalla fattura (cioè natura, qualità e quantità), le medesime informazioni saranno mantenute ai fini della conservazione, effettuata nel rispetto di quanto previsto dal DM 17 giugno 2014, se gli stessi operatori hanno aderito a tale contratto di servizio.
Con l’Informativa pubblicata ieri, nella quale sono presenti anche chiarimenti sull’impegno cumulativo alla trasmissione delle dichiarazioni e sulla proroga dei termini di versamento, il CNDCEC fa sapere, inoltre, che, sulla base di “informazioni apprese presso le competenti sedi istituzionali”, potrebbe essere emanato un decreto che disciplini le modalità di accesso, da parte delle pubbliche amministrazioni, ai file delle fatture elettroniche, per le quali l’operatore abbia aderito al servizio di conservazione gratuita dell’Agenzia delle Entrate.
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