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Lunedì, 30 marzo 2020 - Aggiornato alle 6.00

IMPRESA

Sospensione e rinvii per i Tribunali fallimentari

Nuova calendarizzazione per fronteggiare l’epidemia da COVID-19

/ Michele BANA e Antonio NICOTRA

Giovedì, 26 marzo 2020

Il rinvio delle udienze e la sospensione dei termini per il compimento degli atti dal 9 marzo al 15 aprile 2020, salvi i casi di urgenza, disposti dall’art. 83 del DL 18/2020, investe anche le procedure concorsuali.

Per effetto di tali misure, i termini decorrenti alla data del 9 marzo sono sospesi per 38 giorni, mentre per i termini il cui decorso inizia nel periodo di sospensione il dies a quo decorre dal 16 aprile. Per le udienze già programmate dopo il 15 aprile è necessaria una ri-calendarizzazione delle stesse. Così, ad esempio, le udienze di verifica dello stato passivo fissate nel periodo 15-30 aprile sono differite a data successiva al 30 aprile per assicurare il rispetto dei termini di 15 giorni per il deposito del progetto di stato passivo compiuto nel periodo di sospensione (art. 95 del RD 267/42). Analogamente accade per le udienze di approvazione del rendiconto, per assicurare il rispetto del termine di 15 giorni per la comunicazione del deposito del rendiconto ai creditori e/o del termine di 5 giorni per il deposito delle osservazioni (Trib. Alessandria 20 marzo 2020).

Per le procedure di concordato preventivo, opera la sospensione per i termini di presentazione della domanda “in bianco” (art. 161 comma 6 L. fall.; cfr., ex multis, Trib. Novara 10 marzo 2020 n. 14). Il rinvio coinvolge le udienze relative alle varie fasi della procedura, incluse quelle di inammissibilità della proposta (art. 162), revoca del concordato (art. 173), mancata approvazione del concordato (art. 179) e quelle relative al giudizio di omologazione (art. 180), nonché le adunanze dei creditori. Restano sospesi i termini per le modifiche delle domande di concordato, per l’adesione alle proposte, per il deposito delle relazioni periodiche dei commissari e dei liquidatori giudiziali (Trib. Monza 12 marzo 2020 n. 1). La sospensione riguarda anche i termini di deposito degli accordi di ristrutturazione dei debiti.

Le misure investono pure le procedure di sovraindebitamento (salvi i casi di urgenza, cfr. Trib. Taranto 9 marzo 2020 n. 19; Trib. Vicenza 11 marzo 2020 esclude la sospensione per le procedure da cui dipenda la conservazione dell’abitazione del debitore, che deve rappresentare l’urgenza con atto depositato telematicamente o tramite mail alla cancelleria).

Per le procedure fallimentari, le istruttorie prefallimentari e le dichiarazioni di fallimento potrebbero rientrare tra le eccezioni alla sospensione per motivi di “urgenza”, la cui ritardata trattazione può recare un grave pregiudizio alle parti (comma 3 lett. a) dell’art. 83 del DL 18/2020). In tal caso, si rende necessaria la “dichiarazione di urgenza” ex art. 83 comma 3 lett. a) ultimo periodo. Ricorre l’urgenza, ad esempio, quando il periodo annuale ex art. 10 del RD 267/42 è in procinto di concludersi (ipotesi rilevabile d’ufficio), o un’ipoteca rilevante si sta consolidando (segnalato dal ricorrente in via digitale), per effetto di azioni revocatorie (Trib. di Messina 10 marzo 2020), o per la richiesta di misure cautelari (Trib. Novara 10 marzo 2020 n. 14). Il pericolo di deterioramento dell’immobile, in caso di ritardo nella sua liberazione, giustificherebbe l’urgenza (Trib. Alessandria 20 marzo 2020). Il giudice delegato valuterà le modalità di trattazione dell’udienza in modalità telematica (Trib. Catania 18 marzo 2020), o con le modalità di cui al comma 7 lett. h) dell’art. 83 h), ovvero secondo le modalità ordinarie ma nel rispetto dei protocolli sanitari (Trib. Alessandria 20 marzo 2020).

Sono sospese e rinviate, ad esempio: le attività di inventario e quelle conseguenti (salvo quando dal ritardo consegua un forte depauperamento del valore di realizzo in pregiudizio all’interesse dei creditori; Trib. Catania 18 marzo 2020); le vendite fallimentari (è consentita la modalità telematica secondo il Trib. Bari 19 marzo 2020) e gli accessi al cespite in vendita (Trib. Cassino 9 marzo 2020); i termini per il versamento del saldo del prezzo da parte dell’aggiudicatario; l’emissione dei decreti di trasferimento (salva l’urgenza segnalata dal curatore, come ad es. per il mutuo contratto che preveda l’emissione del decreto di trasferimento entro una certa data; Trib. Catania 18 marzo 2020); l’attuazione degli ordini di liberazione e il rilascio degli immobili (Trib. Bari 19 marzo 2020); le udienze di verifica dei crediti, le opposizioni allo stato passivo, i reclami (artt. 26 e 36 del RD 267/42); i termini per il deposito del programma di liquidazione, delle relazioni ex art. 33 (Trib. Monza 12 marzo 2020 n. 1; la relazione ex art. 33 comma 1 è ammissibile telematicamente, cfr. Trib. Verona 12 marzo 2020); le udienze sulla revoca dei curatori (Trib. Novara 10 marzo 2020 n. 14); i termini per il deposito delle domande di insinuazione al passivo (art. 93) e per le impugnazioni ex art. 99 (Trib. Terni 9 marzo 2020). Il curatore dovrebbe, altresì, essere esonerato dall’interrogatorio del fallito (salvi i casi di urgenza; cfr. Trib. Messina 11 marzo 2020).

Non sono, invece, sospese o rinviate: le attività di apposizione dei sigilli (per natura “urgenti”; cfr. Trib. Catania 18 marzo 2020) e quelle di stima dei beni con modalità telematica; le udienze di approvazione del rendiconto finale (ammissibili solo con la presenza in aula del curatore, potendo gli interessati presentare telematicamente osservazioni; Trib. Messina 10 marzo 2020). Possono essere svolte dal curatore le attività di amministrazione e gestione dei beni, acquisizione dei canoni di locazione, pagamenti e versamenti su conti correnti (Trib. Bari 19 marzo 2020), controllo della documentazione, presentazione di istanze e le attività che non richiedono l’accesso alla cancelleria.

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