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Venerdì, 10 aprile 2020 - Aggiornato alle 6.00

IMPRESA

Sanzioni inasprite per il mancato rispetto delle misure di contenimento

Per i pubblici esercizi o le attività produttive o commerciali che non seguono le disposizioni anche la sanzione accessoria della chiusura da 5 a 30 giorni

/ REDAZIONE

Mercoledì, 25 marzo 2020

Arriva un nuovo decreto legge per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19. Il testo approvato dal Consiglio dei Ministri di ieri prevede, tra l’altro, sanzioni più severe per il mancato rispetto delle misure di contenimento per i cittadini e alcune misure anche per pubblici esercizi o attività produttive o commerciali. 

Il decreto fa anche un po’ d’ordine, elencando quali saranno le misure adottabili se necessario nel periodo dell’emergenza, il cui termine rimane fissato fino al 31 luglio 2020, così come già previsto dalla delibera assunta dal Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020. Tali misure costituiscono dunque un “raggio d’azione” di eventuali futuri provvedimenti: potrebbero essere adottate su tutto o su parte del territorio nazionale e per periodi predeterminati non superiori a trenta giorni, ma reiterabili e modificabili più volte. La modulazione potrebbe essere in aumento o in diminuzione secondo l’andamento epidemiologico del virus, seguendo i principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio effettivamente presente.

Tra le altre misure adottabili se necessario, elencate nel comunicato stampa diffuso ieri dal Governo, rientrano:
- la limitazione della circolazione delle persone, il divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione per i soggetti in quarantena perché contagiati e la quarantena precauzionale per le persone che hanno avuto contatti stretti con soggetti contagiati;
- la possibilità di disporre o di affidare alle competenti autorità statali e regionali la riduzione, la sospensione o la soppressione dei servizi di trasporto di persone e di merci o del trasporto pubblico locale;
- la limitazione, la sospensione o la chiusura delle attività di somministrazione o consumo sul posto di bevande e alimenti, delle fiere, dei mercati e delle attività di vendita al dettaglio, garantendo in ogni caso un’adeguata reperibilità dei generi alimentari e di prima necessità da espletare con modalità idonee ad evitare assembramenti di persone;
- la limitazione o la sospensione di ogni altra attività d’impresa o di attività professionali e di lavoro autonomo;
- la possibilità di applicare la modalità di lavoro agile a ogni rapporto di lavoro subordinato anche in deroga alla disciplina vigente;
- l’obbligo che le attività consentite si svolgano previa assunzione di misure idonee a evitare assembramenti di persone, di garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale e, per i servizi di pubblica necessità, laddove non sia possibile rispettare tale distanza interpersonale, previsione di protocolli di sicurezza anti-contagio, con adozione di strumenti di protezione individuale.

Il decreto, inoltre, disciplina le procedure per l’adozione di tali misure, prevedendo che siano introdotte con uno o più DPCM, su proposta del Ministro della salute o dei presidenti delle regioni interessate, nel caso in cui riguardino una o alcune specifiche Regioni, ovvero del Presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome, nel caso in cui riguardino l’intero territorio nazionale. 

Nelle more dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro della salute può introdurre le misure di contenimento con proprie ordinanze. Inoltre, per specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario, i Presidenti delle Regioni possono emanare ordinanze contenenti ulteriori restrizioni, esclusivamente negli ambiti di propria competenza. Per quanto riguarda, invece, le ordinanze locali che saranno ancora vigenti all’entrata in vigore del decreto legge, le stesse continueranno ad applicarsi ancora per dieci giorni.

Il Presidente del Consiglio o un Ministro da lui delegato riferirà almeno mensilmente alle Camere sulle misure adottate.

Infine, venendo alle sanzioni, il decreto legge prevede che, salvo che il fatto costituisca reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento sarà punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro e non si applicano le sanzioni contravvenzionali previste dall’art. 650 c.p. o da ogni altra disposizione di legge attributiva di poteri per ragioni di sanità.

Nei casi di mancato rispetto delle misure previste per pubblici esercizi o attività produttive o commerciali, si applica, inoltre, la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni. In caso di reiterata violazione della medesima disposizione la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima.

La violazione intenzionale del divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte a quarantena perché risultate positive al virus è punita, ai sensi dell’art. 452, primo comma, n. 2, c.p., con la reclusione da uno a cinque anni.

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