X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Lunedì, 30 marzo 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Niente sanzioni per il primo sciopero dei commercialisti

Di norma, però, le sanzioni rimangono per le imposte dovute dai professionisti

/ Alfio CISSELLO

Giovedì, 26 marzo 2020

Le associazioni sindacali dei commercialisti (ADC, AIDC, ANC, ANDOC, SIC, UNGDCEC, UNAGRACO, UNICO, FIDDOC), mediante un’astensione comunicata alle autorità competenti e alla Commissione di Garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero, avevano proclamato lo sciopero, per due giorni (30 settembre 2019 e 1° ottobre 2019), invitando ad omettere l’invio dei propri modelli F24.
Ciò originava dalla mancata accettazione della richiesta, reiterata con ogni mezzo, di disapplicare o rendere facoltativi i nuovi indici di affidabilità fiscale per il 2018.

In relazione a tale circostanza, era emerso, a posteriori, il problema della sanzionabilità delle condotte derivanti dal mancato pagamento delle imposte di tali professionisti, mancato pagamento che, in assenza di cause di non punibilità, risulta a tutti gli effetti sanzionabile.
Va però detto che la sanzione da tardivo versamento, trattandosi di versamento eseguito con pochi giorni di ritardo, consiste nel 15% ridotto a 1/15 per giorno di ritardo (se il ritardo è contenuto nei 14 giorni), sanzione ulteriormente ridotta a 1/10 in caso di ravvedimento operoso.

Sulla sanzionabilità della condotta si è espressa l’Agenzia delle Entrate, come riportato nell’Informativa n. 25 del CNDCEC pubblicata ieri.
Viene in prima battuta rilevato come la normativa in tema di sciopero non preveda alcun tipo di causa di non punibilità. Anzi, proprio per evitare il rischio di inadempimenti, il Codice di autoregolamentazione delle astensioni collettive del 2 luglio 2014 prevede che, durante lo sciopero, rimane garantita la predisposizione e consegna al cliente dei modelli F24 per il pagamento di tributi e contributi.

Se così stanno le cose, a maggior ragione è corretto sostenere l’assenza di cause di non punibilità per la mancata trasmissione del modello F24 dei professionisti che hanno aderito allo sciopero.

Le Entrate applicano per questa volta la non punibilità

Considerato, tuttavia, che si tratta del primo sciopero proclamato dalla categoria, la novità della questione trattata ha indotto l’Agenzia delle Entrate a ritenere le menzionate condotte non sanzionabili, rimanendo dovuti i soli interessi per il ritardo.
Sempre che, precisa l’Agenzia, il pagamento, che doveva essere effettuato nei due giorni precedenti, sia stato poi eseguito entro il 2 ottobre 2019.

TORNA SU