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Sabato, 26 settembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Bonus locazioni per la sublocazione di una stanza del professionista

L’agevolazione spetta sia al conduttore che al sublocatore

/ Pamela ALBERTI e Anita MAURO

Mercoledì, 16 settembre 2020

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Il canone di sublocazione pagato per la stanza di un professionista può beneficiare del credito d’imposta sui canoni di locazione di cui all’art. 28 del DL 34/2020. L’Agenzia delle Entrate, nella risposta a interpello n. 356 di ieri, ha espressamente chiarito per la prima volta che rientrano nell’ambito applicativo dell’agevolazione anche i canoni di sublocazione.

Nel caso di specie, un professionista conduce in sublocazione una stanza compresa in un immobile, adibita all’esercizio della propria attività professionale di avvocato, regolata dalla L. 392/78 trattandosi di utilizzo del bene per finalità diversa da quella abitativa.

In estrema sintesi, si ricorda che l’art. 28 del DL 34/2020 convertito riconosce ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019, un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo. Il credito d’imposta spetta a condizione che i soggetti abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente; la misura dell’agevolazione è commisurata all’importo versato nel periodo d’imposta 2020 con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio e giugno (per effetto dell’art. 77 del DL 104/2020).

Come chiarito dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 14/2020 (§ 3), il credito in esame è quindi riconosciuto, in misura percentuale, in relazione ai canoni di locazione degli immobili ad uso non abitativo e gli immobili oggetto di locazione, indipendentemente dalla categoria catastale, devono essere destinati allo svolgimento effettivo delle seguenti attività: industriale; commerciale; artigianale; agricola; di interesse turistico. Ne consegue che il credito d’imposta in questione spetta anche in ipotesi di immobili che, sebbene accatastati come abitativi, siano utilizzati per lo svolgimento di attività commerciali, come ad esempio, nel caso di attività professionale svolta in immobile non riaccatastato (circolare Agenzia delle Entrate n. 25/2020, § 1.3).

La norma agevolativa, nel definire il campo oggettivo di applicazione del credito, fa riferimento testualmente ai contratti di “locazione, di leasing o di concessione di immobili”, senza includere espressamente la sublocazione. Tuttavia, il contratto di sublocazione è un subcontratto che, pertanto, ripropone il medesimo schema contrattuale del contratto da cui dipende. Inoltre, è difficile dubitare del fatto che anche il contratto di sublocazione soddisfi la ratio agevolativa del bonus in oggetto (si veda “Credito d’imposta anche per i canoni di sublocazione” del 22 luglio 2020).

L’Agenzia delle Entrate, però, nei documenti di prassi illustrativi del credito d’imposta (circ. n. 14/2020 o circ. n. 25/2020) non aveva fatto alcun espresso riferimento all’applicabilità del credito alla sublocazione, fino a ieri, quando, nella risposta n. 356/2020 ha, infine, espressamente confermato l’applicabilità del credito di imposta anche al contratto di sublocazione, in quanto anche tale contratto è disciplinato dalla L. 392/78.

Non viene chiarito su quale ammontare calcoli il credito il sublocatore

Pertanto, in presenza delle condizioni individuate dall’art. 28 del DL 34/2020, anche il subconduttore può accedere al credito e – precisa la risposta 356/2020 – “anche il conduttore principale potrà fruire del beneficio qui in esame”. 

Pertanto, esemplificando: se Tizio, che loca da Caio (proprietario), al canone di 1.000, un immobile che usa per la sua attività professionale, ne subloca una stanza a 200 a Sempronio, che lo usa come studio professionale, in presenza dei requisiti di legge, sia Tizio che Sempronio possono accedere al credito di imposta di cui all’art. 28.
L’Agenzia omette, però, di precisare un punto importante, ovvero se Tizio possa conteggiare il credito (del 60%) sull’intero canone di 1.000, oppure se debba “tenere conto” del fatto di aver ricevuto da Sempronio un sub canone di 200, avendo, quindi sopportato un costo effettivo di 800. In altri termini, non è stato espressamente chiarito se Tizio (sublocatore/conduttore) debba conteggiare il credito di imposta sul canone al lordo o al netto del canone di sublocazione percepito da Sempronio (subconduttore).

Invece, nel documento di prassi è presente un’indicazione quantomeno “criptica” sul fatto che “ai fini del calcolo della diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento, in ogni caso, sarà necessario considerare anche il canone relativo alla sublocazione summenzionata al lordo del credito d’imposta di cui all’articolo 28”. 

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