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Martedì, 30 novembre 2021 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

La vicenda delle elezioni mostra che c’è un problema di vigilanza pubblica

Giovedì, 21 ottobre 2021

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Spettabile Redazione,
sono certo che la lettera inviata dal Presidente dell’Ordine di Milano al Guardasigilli e commentata su Eutekne.info (si veda “L’ODCEC di Milano chiede di non rinviare le elezioni nazionali” del 20 ottobre) non cesserà di alimentare polemiche nei giorni a venire. Siccome tutti sanno che io sostengo politicamente la Presidente di Milano in carica non mi sembra giusto entrarvi qui nel merito.

Mi sembra però che una considerazione a margine svetti su tutte le altre, ovvero: che senso ha oggi essere vigilati da un soggetto che non vigila?
La mancata vigilanza degli enti preposti è uno degli argomenti di questo decennio e la discutibile vigilanza sul nostro Ordine è solo l’ultimo degli avvenimenti che riportano questa domanda di stretta attualità.

Ma, sinceramente: l’essere sottoposti al controllo pubblico, soffrire tutte le limitazioni e le lungaggini degli enti pubblici cosa porta in più ai Commercialisti? Ricordo solo che il settore pubblico, a causa della pandemia, si è regalato due anni di proroga generalizzata e noi abbiamo dovuto fare carte false per ottenere 20 giorni sul fondo perduto perequativo.

Il sindacato cui faccio riferimento (ANDC) da anni lamenta l’insufficienza, la lacunosità e le contraddizioni del DLgs. 139, ma oggi il tema della (mancata) vigilanza pubblica supera di gran lunga ogni altra considerazione. Si pensi solo che, di fronte ai giudici amministrativi chiamati a decidere sul noto ricorso (TAR e Consiglio di Stato) dovrà sedersi, come parte in causa (si badi bene: come parte, non super partes, non per dispensare saggezza e giustizia) il Ministero della Giustizia medesimo. I giudici dovranno giudicare contro coloro che pagano loro lo stipendio. Non che io abbia paura che possano essere parziali, giammai. Non gli è certo tremata la mano nella decisione sulle quote rosa proposte dalla collega Damiani. Ma la vicenda è ridicola se non drammatica.

Quasi quanto si rende ridicolo chi parla di confusione e poi ha governato per decenni (sicuramente a Milano e in Piazza Esedra) e non ha fatto nulla per cambiare la situazione. Perché chi ha la memoria lunga (condanna toccata a chi scrive) si ricorda di chi erano le “manine” che hanno lavorato sul 139, e si ricorda che erano mani amiche di chi oggi si straccia le vesti.
Oggi ai commercialisti servono tante cose: la coerenza non sarà ai primi posti, ma le mani libere da questo Ministero della Giustizia credo di sì.


Alessandro Cerati
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano

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