Per i pensionati in Venezuela l’attestazione di esistenza in vita slitta a settembre
Con un comunicato pubblicato ieri sul proprio sito internet, l’INPS ha reso noto di aver prorogato al 19 settembre 2026 il termine per la trasmissione della prova dell’esistenza in vita da parte dei pensionati che riscuotono il pagamento in Venezuela.
La nuova scadenza, posticipata di due mesi rispetto al termine inizialmente previsto del 18 luglio, tiene conto delle gravi difficoltà causate dal recente sisma che ha colpito il Paese.
Si ricorda che la prima fase del processo di verifica per quest’anno si svolge da marzo a luglio 2026 e riguarda i pensionati residenti in America, Asia, Estremo Oriente, Paesi scandinavi, Stati dell’Est Europa e Paesi limitrofi. Operativamente, Citibank si occupa della spedizione delle richieste di attestazione dell’esistenza in vita già dal 20 marzo scorso e i pensionati devono produrre le attestazioni entro il 18 luglio 2026. Nel caso in cui l’attestazione non sia prodotta, il pagamento della rata di agosto 2026, laddove possibile, avverrà in contanti presso le Agenzie Western Union del Paese di residenza. In caso di mancata riscossione personale o produzione dell’attestazione di esistenza in vita entro il 19 agosto 2026, il pagamento delle pensioni verrà sospeso a partire dalla rata di settembre 2026.
I pensionati residenti in Venezuela, invece, potranno regolarizzare la propria posizione entro il 19 settembre ed entro tale data dovrà essere prodotta l’attestazione richiesta per il mantenimento dei pagamenti pensionistici. Per chi non trasmetterà la documentazione nei termini, la sospensione dei pagamenti decorrerà dalla rata di ottobre 2026.
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