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Centro Studi di Confindustria: produzione a +2,6% nel primo trimestre 2010

/ REDAZIONE

Venerdì, 26 marzo 2010

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ROMA - La produzione industriale italiana trova slancio nel primo trimestre dell’anno, consolidando a febbraio il balzo di gennaio ed “è probabile un buon recupero del PIL a inizio del 2010, dopo il -0,3% di fine 2009”. Lo afferma il Centro Studi di Confindustria, che prevede come nel primo trimestre “la variazione acquisita” sia “del +2,6%”.
Ma “le aspettative delle imprese manifatturiere dicono che la riduzione di manodopera in Italia continuerà anche nei prossimi mesi” e “saranno penalizzanti le condizioni del credito molto selettive, alleviate dalla moratoria sui prestiti”. Insomma, un quadro di luci e ombre.
“Il consolidamento della ripresa globale - aggiunge il Centro Studi di Confindustria - è rispecchiato dall’aumento del commercio internazionale: +26,2% dal minimo e trainato dai paesi emergenti, verso cui gli afflussi di capitali tornano copiosi. L’export italiano beneficia del rimbalzo degli scambi mondiali con ritardo e minore intensità: +6,1% dal punto più basso (+22,6% gli ordini esteri, restando però di un quarto sotto i livelli pre-crisi)”.
Il Centro Studi mette in risalto che la produzione industriale del Paese ha trovato più slancio a inizio 2010, ma evidenzia anche come “sia tuttora enorme il divario con i massimi precedenti: -19,4% la forbice a febbraio dal picco, contro il -4,8% mondiale in dicembre”.
Migliora il giudizio degli imprenditori sulla domanda di beni di investimento. Ma, nonostante questo, “le aspettative delle imprese manifatturiere dicono che la riduzione di manodopera in Italia continuerà anche nei prossimi mesi”.
Questo ha impatto anche sull’orario di lavoro: “massicce riduzioni di orario durante la crisi - afferma il Centro Studi - hanno arginato il crollo dell’occupazione in Italia: -528 mila persone tra il primo trimestre 2008 e il quarto 2009, contro un calo di un milione e 58 mila unità di lavoro a tempo pieno (dati destagionalizzati). Nello stesso periodo l’equivalente forza loro delle ore effettivamente utilizzate di CIG è cresciuto di 256mila unità da 79mila a 335 mila.
Questo avrà affetto anche sui consumi. In Italia saranno contenuti anche per il perdurare di un elevato stock di cassintegrati. Nota dolente rimane anche il credito. “Saranno penalizzanti - prevede Confindustria - le condizioni del credito molto selettive (alleviate dalla moratoria sui prestiti) e l’aumento dei debiti pubblici (che riduce la crescita potenziale e costringe a manovre di rientro consistenti)”. (Ansa)

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