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LETTERE

La mediazione fiscale lede i diritti dei contribuenti

Giovedì, 23 maggio 2013

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Egregio Direttore,
anche oggi (ieri, ndr) Eutekne.info riporta problematiche relative al reclamo e alla mediazione fiscale (si veda “La mediazione fiscale complica le liti sui rimborsi IRAP”).

Ne vorrei segnalare una che non è di carattere normativo o sistematico, ma evidenzia come tale strumento sia altamente lesivo dei diritti dei contribuenti.

Ad una società mia cliente, liquidata e cancellata dal Registro delle imprese nel 2010, viene richiesta la produzione della documentazione comprovante il diritto al rimborso del credito IVA indicato nella dichiarazione IVA finale dell’importo di 1.400 euro.
La documentazione viene tempestivamente prodotta.
Qualche tempo dopo, l’Agenzia delle Entrate notifica un provvedimento di diniego di rimborso, con una motivazione ritenuta non corretta.
A questo punto, gli ex soci della società cancellata mi chiedono come poter dimostrare l’infondatezza del diniego dell’ufficio, al fine di riscuotere il credito legittimante dovuto oltre al costo della prestazione.

Rispondo che si potrebbe richiedere un incontro con il funzionario dell’ufficio a cui evidenziare le nostre ragioni e che tale prestazione potrebbe costare qualche centinaio di euro.
Ho dovuto però informarli che molto probabilmente il tentativo non avrebbe sortito effetti positivi e che avremmo dovuto accedere all’istituto del reclamo, con costi decisamente superiori che non sarebbero stati rimborsati in caso di accoglimento dell’istanza.

Mi hanno risposto che ci penseranno.

Oltre a loro, anch’io ho fatto i miei pensieri: la motivazione dell’ufficio è effettivamente poco sostenibile e in caso di reclamo molto probabilmente l’istanza verrebbe accolta.
Ma perché un cittadino dovrebbe spendere in consulenza un importo maggiore del credito legittimamente vantato, se poi in caso di accoglimento delle sue ragioni nessuno gli restituisce l’importo pagato?
Non è che per caso l’Amministrazione finanziaria, consapevole di ciò, ne approfitti per recuperare imposte non dovute?
Si sa che a pensar male si fa peccato, ma tante volte si indovina.


Adriano Pietrobon
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Treviso

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