La prima rata TASI slitta per 6.000 Comuni
Saranno quasi 6.000 i Comuni che non hanno deliberato le aliquote TASI e per i quali il pagamento dell’acconto scivola al 16 ottobre. Fra questi ci sono Roma, Milano e Firenze. Lo spostamento a ottobre dovrebbe riguardare la TASI su seconde case, capannoni, negozi, alberghi e uffici, mentre per le prime case si dovrebbe pagare tutto in un’unica soluzione a dicembre se il Comune non ha deliberato. La data del 16 ottobre è stata annunciata nei giorni scorsi dal presidente dell’ANCI Piero Fassino e confermata dal Premier Renzi, ma dovrà comunque essere confermata nel decreto atteso in uno dei prossimi Consigli dei Ministri, cui toccherà mettere nero su bianco date e coperture sciogliendo gli ultimi nodi.
Nel frattempo, la lista dei Comuni che hanno deliberato le aliquote (e le relative detrazioni) è ormai definitivo: sono ora 2.163, mentre un’altra decina di delibere è ancora in lavorazione da parte del Dipartimento. Per i Comuni che sono riusciti a decidere entro il termine del 23 maggio le aliquote, la prima rata della tassa sui servizi indivisi dovrà essere pagata entro il 16 giugno, cioè fra venti giorni. Fra questi ci sono Genova, Napoli, Venezia, Bologna, Torino, Bari, mentre fra i “rimandati” a ottobre figurano Palermo, Catania, Padova, Potenza, Cosenza, Trieste, Bolzano. Sembra escluso, salvo ripensamenti dell’ultima ora, un rinvio generalizzato per tutti gli 8.092 Comuni, “virtuosi” o “ritardatari” che siano, come avevano chiesto diverse organizzazioni. (Redazione)
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