Dai tecnici della Camera, dubbi su platea dei beneficiari del bonus di 80 e rinvio TASI
IRAP, quote Bankitalia, rinvio TASI, tagli alle partecipate e soprattutto platea dei destinatari del bonus di 80 euro: dopo i tecnici del Senato, ieri è toccato a quelli di Montecitorio esprimere dubbi sul Ddl. di conversione del DL 66/2014, nel dossier di approfondimento che tradizionalmente accompagna lo sbarco dei provvedimenti economici alle Camere.
Nel documento stilato dal Servizio Bilancio della Camera, sono molte le richieste di chiarimento, ma gli esperti partono proprio dal caposaldo del DL, ossia il bonus destinato a tagliare il cuneo fiscale. A non convincere è l’utilizzo, per individuare la platea dei beneficiari, dei dati sui redditi del 2011. In tre anni, per giunta di crisi economica pesante, la situazione potrebbe infatti essere profondamente cambiata, sottolineano i tecnici: “Se da un lato potrebbero risultare incrementati i soggetti cosiddetti incapienti o senza reddito di lavoro dipendente (riducendo quindi il numero dei beneficiari), dall’altro lato – si legge nel dossier – potrebbero rientrare nel beneficio soggetti che nel 2014 realizzano redditi inferiori rispetto a quelli del 2011”.
Altro tema, su cui si erano soffermati anche i colleghi del Senato, è poi quello del taglio dell’IRAP, sul quale emergono dati apparentemente incongruenti. La riduzione del gettito derivante dalla riduzione dell’imposta del 10% è infatti stimata in 2.059 milioni annui, ma tale cifra “corrisponde ad una quota inferiore al 10% del gettito IRAP realizzato nel 2013”, pari a 24.813 milioni. Da qui le perplessità, espresse del resto anche su un altro punto già sollevato a Palazzo Madama, cioè la rivalutazione delle quote di Bankitalia. Se il Senato si era spinto fino a ipotizzare un’incostituzionalità della norma, alla Camera si sottolinea invece la necessità di calcolare bene il valore dell’operazione (calcolato in 6,9 miliardi), perché è su quella cifra che si applica l’aumento di imposta al 26% e si estrapola quindi la copertura per il bonus.
Infine, il dossier contiene osservazioni sul rinvio della prima rata della TASI per i Comuni che non hanno deliberato in tempo, inserito nell’iter di conversione e poi “trasformato”, per problemi di tempistica, in un apposito DL pubblicato ieri in Gazzetta. Secondo la relazione tecnica alla novità inserita nel provvedimento, lo slittamento del pagamento e l’anticipo da parte dello Stato ai Comuni dell’ammanco di gettito non avrebbe avuto quelli che in gergo si chiamano “effetti finanziari”, in pratica un effetto sulle casse dello Stato. Ogni euro trasferito alle amministrazioni locali è infatti considerato appunto solo un’anticipazione, destinata a rientrare. I tecnici della Camera avvertono, però, che un impatto sull’Erario è invece più che possibile, in primis perché “andrebbero prudenzialmente valutati gli effetti in termini di maggiori spese per interessi a carico del bilancio dello Stato sulle quote corrisposte”.
Si tratta di osservazioni tutte “corrette” e preziose, secondo il Presidente della Commissione Bilancio Francesco Boccia, che però ha puntualizzato che non c’è tempo per modifiche alla Camera, visto che il DL 66/2014 deve essere convertito entro il 23 giugno, e che qualsiasi correzione è dunque rimandata ai prossimi provvedimenti. Il DL sembra infatti arrivato a Montecitorio praticamente blindato. “Il Governo preferirebbe che non ci fossero modifiche – ha spiegato il Viceministro dell’Economia Enrico Morando –. Il nostro auspicio è che sia confermato il testo uscito dal Senato”. (Redazione)
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