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Mercoledì, 18 maggio 2022 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

Operazione «trasparenza» per il CNDCEC che vogliamo

Mercoledì, 2 luglio 2014

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Gentile Redazione,
siamo convinti che, degli oltre 113 mila professionisti iscritti ai vari Ordini locali, pochissimi abbiano presente il prossimo appuntamento del 16 luglio per le elezioni del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili.
Omettendo volontariamente le ultime vicissitudini riguardanti il CN e cercando di guardare avanti, vorremmo porre l’attenzione sui seguenti aspetti:
- curriculum dei candidati;
- democraticità del sistema di voto;
- trasparenza amministrativa e bilancio del Consiglio Nazionale.

Innanzitutto, ponendoci come obiettivo la massima trasparenza e di informare il più possibile la base, pur non volendo entrare nella sfera personale dei futuri candidati, riteniamo di avere il diritto di conoscere il loro vissuto professionale, le loro battaglie, le loro competenze e magari anche richiedere legittimamente agli eletti di rendere pubblici gli incarichi ricoperti prima dell’assunzione della carica.

Inoltre, è necessario riformare il sistema di voto, in modo da andare verso un’elezione di candidati decisi dagli iscritti tutti e non solo dai rappresentanti locali, permettendo una maggiore partecipazione alla vita politica della categoria.
Non siamo convinti, infatti, che gli interessi della categoria debbano essere difesi solo dai sindacati, perché un CN che rappresenta tutti può e deve essere presente ai tavoli tecnici ministeriali per cercare di modificare fattivamente una politica fiscale fatta di adempimenti spesso inutili quanto dispendiosi.

Infine, noi, che insegniamo ai nostri clienti l’importanza del budget quale strumento di indirizzo strategico e di controllo della gestione, come possiamo accettare che il bilancio preventivo del Consiglio Nazionale, che delinea l’allocazione delle risorse e dunque la condotta strategica di tutto il Consiglio, non venga approvato da nessuno? Anche qui c’è un palese difetto di democrazia, al quale il nuovo Consiglio dovrà far fronte emendando in questa direzione e con carattere di urgenza il DLgs. 139/2005.

Dunque, riepilogando, il Sindacato Italiano Commercialisti propone e chiede al nuovo Consiglio Nazionale di affrontare le seguenti questioni:
- revisione ed attualizzazione del DLgs. 139/2005;
- modifica del sistema elettorale finalizzata all’estensione del voto a tutti gli iscritti (suffragio universale);
- approvazione dei bilanci del Consiglio Nazionale da parte dell’Assemblea dei Presidenti;
- richiesta di riserve di legge o prerogative per la nostra professione;
- presenza stabile ai tavoli tecnici del Ministero delle Finanze e al Consiglio Europeo a Bruxelles;
- rivisitazione Statuto del Contribuente e sua elevazione a legge di rango costituzionale;
- consultazione dei sindacati per indicazioni sui programmi e nomi anche per le commissioni istituzionali e di studio;
- verifica e riduzione dei costi del Consiglio Nazionale affinché prevalga lo spirito di servizio a quello utilitaristico personale;
- trasparenza sugli incarichi pubblici e privati ricoperti dai Consiglieri;
- riforma sostanziale della giustizia tributaria (presenza di professionisti specializzati);
- richiesta ai candidati di esprimersi preventivamente sulle questioni politiche che intendono intraprendere.


Giuseppe Guida e Giuseppe Spartà
Sindacato Italiano Commercialisti

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