X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Mercoledì, 20 ottobre 2021 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Agenzia delle Entrate «permissiva» sull’applicazione del favor rei

Nella circolare n. 31 del 2014 si interpreta correttamente l’art. 3 del DLgs. 472/97, dando rilievo alla condotta e non alla sanzione

/ Alfio CISSELLO

Giovedì, 8 gennaio 2015

x
STAMPA

download PDF download PDF

In tema di sanzioni tributarie, il legislatore ha ritenuto di introdurre il principio del “favor rei”, di derivazione penalistica. Infatti, in forza dell’art. 3 comma 2 del DLgs. 472/97, “salvo diversa previsione di legge, nessuno può essere assoggettato a sanzioni per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce violazione punibile”.

Tale principio incontra il solo limite dell’irripetibilità del versato, non a caso il debito si estingue pure se definitivo (ad esempio se è passata in giudicato la sentenza che ha dato ragione all’ente impositore), ma non è possibile chiedere in restituzione le somme già corrisposte.

Come rammentato su Eutekne.info, siamo dell’avviso che, nel caso in cui si debba applicare il secondo comma del citato ...

CONTENUTO RISERVATO AGLI ABBONATI

ABBONANDOTI POTRAI AVERE UN ACCESSO
ILLIMITATO A TUTTI GLI ARTICOLI

ACCESSO ABBONATI

Recupera Password

Non sei ancora un utente abbonato
e vuoi saperne di più?

TORNA SU