ACCEDI
Sabato, 13 luglio 2024 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Si guarda alla normativa Ue per l’utilizzo dei servizi di telecomunicazione

A livello nazionale mancano i criteri per individuare ai fini IVA il luogo di stabilimento del committente e di utilizzo del servizio

/ Emanuele GRECO

Lunedì, 15 giugno 2015

x
STAMPA

download PDF download PDF

Il DLgs. 27 marzo 2015 n. 42 ha recepito nell’ordinamento nazionale i criteri di territorialità IVA per i servizi di telecomunicazione e teleradiodiffusione (oltre che di e-commerce), applicabili dal 1° gennaio 2015.

La nuova disciplina per i servizi di telecomunicazione e teleradiodiffusione è contenuta nell’art. 7-sexies lettera g) del DPR 633/72, prevedendo che, in deroga a quanto disposto per la generalità dei servizi “B2C” (tassati nel luogo di stabilimento del prestatore), i menzionati servizi si considerino effettuati in Italia quando resi a un committente non soggetto passivo:
domiciliato nel territorio dello Stato;
ivi residente, senza domicilio all’estero;
- sempre che i servizi siano utilizzati nel territorio dell’Unione Europea.

Di fatto, ai fini ...

CONTENUTO RISERVATO AGLI ABBONATI

ABBONANDOTI POTRAI AVERE UN ACCESSO
ILLIMITATO A TUTTI GLI ARTICOLI
ACCEDI

Non sei ancora un utente abbonato
e vuoi saperne di più?

TORNA SU